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Assunzione di betacarotene

DOMANDA
Ho letto che, a differenza del retinolo, Il betacarontene non creerebbe problemi di
sovradosaggio in quanto il corpo lo utilizza solo in caso di effettiva
necessità. Le chiedo se questa informazione è vera...


RISPOSTA
La vitamina a è presente in natura in svariate forme, il retinolo ed
analoghi presenti solo nei tessuti di origine animale, carne, fegato,
frattaglie, alcuni pesci, etc ed i carotenoidi di cui ce ne sono circa 600
tipo diversi presenti solo nel mondo vegetale, e sono precursori della
vitamina A, prendono il nome dalla carorota nel 67 per convenzione si è
deciso che le quantità di vitamina A devono essere espresse in retinolo
equivalenti. La vitamina A è indispensabile per il meccanismo della
visione e per la differenziazione cellulare; di conseguenza è necessaria
per la crescita, la riproduzione e l'integrità del sistema immunitario.
Sintomi di tossicità acuta si verificano per apporti di 300 mg di vitamina
A. Sono più frequenti i casi di tossicità cronica legati ad assunzione
prolungata di dosi anche non così elevate ma superiori alle capacità di
stoccaggio del fegato, sia attraverso un'eccessivo consumo di alimenti
ricchi in vitamina A (ad esempio fegato di vari animali) che attraverso
l'uso di supplementi vitaminici. Viene suggerito di non superare dose
singole di 120 mg e di non superare assunzioni croniche di 9 mg/die
nell'uomo adulto e 7,5 mg/die nella donna (Bauernfeind, 1980; Commission
of the European Communities, 1993).

Il ß carotene, invece, non causa ipervitaminosi A, perchè non può essere
convertito a retinolo con sufficiente velocità. Non conosco bene le
capacità antitumorali della vitamina A ma so che sono risultate in alcuni
studi sperimentali, per quanto riguarda invece la capacità di causare
tumore, non vorrei che quella ricerca americana fosse fatta in pazienti
che ne assumevano dosi eccessive in quanto la vitamina A ha sicuramente un
effetto teratogeno.

Sicuramente i pazienti con patologie epatiche non dovrebbero eccedere con
le vitamine liposolubil. cioè: A, D, E, K

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