Vertex: i nuovi dati indicano che il Telaprevir si affermerà come blockbuster per il trattamento dell'epatite C
Nell'ambito della pubblicazione dei dati di bilancio per il 2° trimestre, Vertex ha reso noti anche ulteriori informazioni circa lo studio di fase II attualmente in corso su Telaprevir su pazienti naive affetti da epatite C, rinforzando così la nostra convinzione secondo cui una durata della terapia più breve rispetto agli attuali standard terapeutici potrà consentire una maggiore efficacia del trattamento.
In effetti, Vertex ha reso noto che il tasso di ricaduta è inferiore al 10% per i pazienti a cui è stato somministrato Telaprevir unitamente a PEGinterferone/ribavirina per un periodo di tre mesi, seguito da ulteriori tre mesi con PEG-interferone/ribavirina, risultando sieronegativi alla fine del sesto mese.
Attendiamo la presentazione di risultati dettagliati in occasione di un convegno medico in calendario per il prossimo autunno, con l'avvio di test clinici di Fase III entro la fine dell'anno. Qualora i risultati visti finora dovessero trovare conferma in studi di più ampia portata, riteniamo che Telaprevir potrebbe rivoluzionare gli standard terapeutici per i pazienti affetti da epatite C, arrivando a realizzare un fatturato nell'ordine di diversi miliardi.






















