Terapia contro l’epatite C «Funziona, ora va estesa»
Un budget stanziato di circa 9 milioni di euro, 166 pazienti trattati, dando la priorità ai più gravi. E il 90 per cento di loro risulta guarito dall'epatite C grazie ai nuovi, costosissimi, farmaci contro la malattia. Dopo che l'Usl 9 ha acquistato il “Sovaldi Sofosbuvir” le chances di guarigione nei pazienti sono raddoppiate rispetto al passato, ma i malati trevigiani continuano ad aumentare. Per questo l'Usl 9 ha promosso un progetto pilota per arginare l'avanzata della patologia, introducendo i medicinali “salvavita” nei Servizi per le tossicodipendenze.
«Ci sono alcune categorie particolari di persone che possono contrarre l'epatite C. Tra queste i tossicodipendenti che contribuiscono a diffondere il virus, per esempio attraverso lo scambio delle siringhe», spiega Pier Giorgio Scotton, direttore del reparto Malattie Infettive dell'Usl 9, «fino ad oggi ci siamo concentrati sui pazienti più gravi, con cirrosi o fibrosi allo stadio avanzato, ma sarebbe opportuno non trascurare anche i tossicodipendenti: talvolta sono meno gravi, ma tra le categorie che contribuiscono maggiormente a veicolare il virus».
La proposta che vede l'Usl 9 capofila è ora al vaglio del Ministero della Salute. Se ci fosse una risposta positiva si attiverebbe la fornitura dei farmaci anti-epatite C in 3 centri italiani del Sert. «Sarebbe la prima volta che si va a intercettare i pazienti in cura nei Sert modo capillare e strutturato, riuscendo a seguirli nel tempo e verificando l'aderenza alla terapia, esattamente come si fa con il metadone», anticipa Scotton.
L'intenzione sarebbe di creare tre centri di riferimento in Italia, uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud.
In attesa di risposta da parte del Ministero della Salute, si sta lavorando alla pianificazione per il 2016.
Se la Regione sarà d'accordo, si aumenterà il numero dei trattamenti eseguiti al Ca' Foncello, unico ospedale prescrittore della Marca e uno dei 13 ospedali a livello Veneto.
«Abbiamo avuto l'autorizzazione per 166 persone nel 2015. Stiamo ultimando le somministrazioni in queste settimane, arruolando un paziente al giorno. Entro dicembre avremo raggiunto il tetto che ci è stato indicato dalla Regione», continua il primario «la nostra speranza è che per il 2016 si possa raddoppiare il numero di pazienti trattabili». Un auspicio che avrebbe ricadute importanti sulla salute della popolazione trevigiana.
Attualmente in lista d'attesa si contano 700 malati con vari tipi di fibrosi. Di questi 150 presentano cirrosi mentre un numero più contenuto necessita del farmaco contro l'epatite C dopo un trapianto di rene e dopo aver contratto il virus dell'Hiv.
L'unico “limite”, se così lo si può definire, riguarda il costo di “Sovaldi” e degli altri medicinali. Conclude Scotton: «Negli ultimi tempi
sono usciti diversi di farmaci che permettono di confezionare terapie senza interferone (sostanza che dava gli effetti collaterali maggiori). Nonostante la presenza di un certo numero di prodotti però i costi restano ancora piuttosto alti»ù
Fonte. tribunatreviso.gelocal.it






















