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TELAPREVIR:Regimi significativamente piu efficaci rispetto alla terapia standard attuale in pazienti naive con epatite C

-- Dati degli studi di fase III ADVANCE e ILLUMINATE presentati all’AASLD--

Cologno Monzese, 12 novembre 2010 – Il 2 novembre Janssen ha annunciato che una percentuale significativamente maggiore di pazienti con epatite cronica C di genotipo 1, precedentemente non trattati (naïve), ha raggiunto una risposta virologica sostenuta (SVR) dopo un regime terapeutico combinato basato su telaprevir della durata di 12 o di 8 settimane (rispettivamente il 75% e il 69%) rispetto ai pazienti trattati per 48 settimane con interferone pegilato e ribavirina (44%). La SVR, intesa come la non rilevabilità del virus nel sangue dei pazienti a 6 mesi dalla conclusione della terapia, costituisce l'obiettivo del trattamento dell'infezione da virus dell’epatite C ed è considerata come cura. Telaprevir è un farmaco sperimentale ad azione diretta (DAA) co-sviluppato da Tibotec e Vertex Pharmaceuticals. «Questi dati innovativi, che dimostrano una SVR nel 75% dei pazienti sottoposti a terapia combinata con telaprevir per 12 settimane, mettono in luce telaprevir quale nuova e importante terapia capace di migliorare sensibilmente il trattamento futuro dell'epatite C», spiega Ira Jacobson, M.D., Capo della Divisione di Gastroenterologia ed Epatologia della Weill Cornell Medical College, e investigatore clinico di telaprevir. «Telaprevir riduce anche il tempo di trattamento: la maggior parte dei pazienti che hanno ottenuto una SVR è stata sottoposta solo a 24 settimane di terapia totale». I partecipanti allo studio sono stati assegnati in maniera randomizzata al trattamento con (a) telaprevir in combinazione con interferone pegilato e ribavirina per 8 settimane seguite da un periodo addizionale di trattamento con interferone pegilato e ribavirina (T8PR); (b) telaprevir più interferone pegilato e ribavirina per 12 settimane seguite da un periodo addizionale di trattamento con interferone pegilato e ribavirina (T12PR); (c) solo interferone pegilato e ribavirina – trattamento che rappresenta l’attuale protocollo terapeutico standard – per 48 settimane (PR48). Il tasso di SVR, che costituiva l'endpoint primario di efficacia dello studio, è stato del 75% (p<0,0001) nel gruppo T12PR (N=363), del 69% (p<0,0001) nel gruppo T8PR (N=364) e del 44% nel gruppo PR48 (N=361). Il profilo di sicurezza e di tollerabilità di telaprevir si è dimostrato conforme a quello dimostrato nei precedenti studi di fase II.

Lo studio ADVANCE

ADVANCE è stato uno studio di fase III, randomizzato a tre bracci, in doppio cieco, controllato verso placebo che ha arruolato 1.088 soggetti precedentemente non trattati con infezione cronica da virus dell’epatite C di genotipo 1. L'endpoint primario dello studio ADVANCE era la SVR, definita come la proporzione di pazienti negativi all’RNA del virus dell’epatite C al termine del trattamento e 24 settimane dopo la conclusione dello stesso. I pazienti dei gruppi sottoposti a trattamento basato su telaprevir, che ottenevano una risposta virologica rapida o negatività all’RNA del virus dell’epatite C alla settimana 12, erano considerati idonei a una terapia totale di 24 settimane; i soggetti che non ottenevano una risposta virologica rapida estesa erano sottoposti a un trattamento totale di 48 settimane.

Programma di sviluppo di telaprevir e studio ILLUMINATE

ADVANCE è il primo di tre studi clinici condotti nel contesto di un programma globale di registrazione di fase III per telaprevir in pazienti naïve e in pazienti con fallimento terapeutico affetti da epatite C cronica. I dati emersi dallo studio ILLUMINATE, presentati al congresso annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases, hanno dimostrato la non inferiorità di un regime di trattamento basato su telaprevir di 24 settimane rispetto a un regime di trattamento basato su telaprevir di 48 settimane in pazienti con infezione da virus dell'epatite C (HCV) precedentemente non trattati che alle settimane 4 e 12 hanno dimostrato negatività all’RNA del virus (risposta virologica rapida estesa o eRVR). Tutti i 540 pazienti coinvolti nello studio sono stati sottoposti a 12 settimane di trattamento con una combinazione di telaprevir, interferone pegilato e ribavirina. Dei 352 pazienti con eRVR, 322 sono stati randomizzati alla settimana 20 per proseguire la terapia con interferone pegilato e ribavirina per un trattamento della durata complessiva di 24 o 48 settimane. Il 92% dei pazienti assegnati al gruppo in trattamento per 24 settimane e l’88% dei pazienti assegnati al gruppo in trattamento per 48 settimane ha ottenuto una risposta virologica sostenuta (SVR), intesa come negatività degli esami ematici al virus dell'epatite C a 6 mesi dalla conclusione del trattamento. La SVR costituisce l'obiettivo della terapia dell’epatite C ed è considerata come cura. «Lo studio ILLUMINATE indica un consistente tasso di guarigione nei pazienti naïve con risposta precoce al trattamento basato su telaprevir, dimostrando inoltre come l'estensione del trattamento a 48 settimane non rechi ulteriori benefici in questa particolare popolazione», precisa Kenneth Sherman, M.D., Ph.D., Professore di Medicina presso l’Università di Cincinnati, Scuola di Medicina, Direttore della Divisione di Malattie Digestive per la UC Health e investigatore clinico di telaprevir. I dati ottenuti dallo studio REALIZE saranno verosimilmente pubblicati nel 2011. Lo studio REALIZE sta valutando i regimi di trattamento basati su telaprevir in circa 650 pazienti con infezione da HCV che hanno registrato un fallimento terapeutico.

Anticipazioni su avvenimenti futuri
Il presente comunicato stampa contiene anticipazioni su avvenimenti futuri ("forward-looking statements") come definiti dal Private Securities Litigation Reform Act statunitense del 1995. Tali anticipazioni si basano sulle attuali aspettative attinenti a eventi futuri. Qualora gli assunti soggiacenti dovessero dimostrarsi inaccurati o qualora dovessero materializzarsi rischi ignoti o incertezze, i risultati effettivi potrebbero variare in maniera consistente rispetto alle attese e alle previsioni di Janssen . I summenzionati rischi e incertezze comprendono condizioni del settore in generale e concorrenza; condizioni economiche quali ad esempio fluttuazioni dei tassi di interesse e dei tassi di cambio; avanzamenti tecnologici e brevetti conseguiti dalla concorrenza; questioni relative allo sviluppo di nuovi prodotti, ivi compreso l’ottenimento delle autorizzazioni previste dalle normative; riforme inerenti all’ambito sanitario domestico e non, e regolamenti e leggi governative; nonché le tendenze in termini di contenimento dei costi del sistema sanitario. Un’ulteriore enumerazione e descrizione di tali rischi, incertezze e altri fattori è reperibile nel documento n. 99 della Relazione annuale di Johnson & Johnson sul Form 10-K per l’anno fiscale conclusosi il 3 gennaio 2010. Copie del suddetto Form 10-K, e successivi documenti depositati, sono disponibili online all’indirizzo www.sec.gov, www.jnj.com o su richiesta presso Johnson & Johnson. Janssen non è tenuta ad aggiornare qualsivoglia documento recante anticipazioni su avvenimenti futuri alla luce di nuove informazioni o di eventi o sviluppi futuri.

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