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Staminali del fegato, guariscono la mamma anche dopo 30 anni

ROMA - Le cellule staminali del feto entrano in circolazione nell'organismo della mamma e si attivano ogni volta che è necessario per aiutarla a guarire, anche a distanza di 20 o 30 anni. Lo ha scoperto il gruppo statunitense della Tufts University School of Medicine di Boston coordinato dalla pediatra e genetista Diana Bianchi, che a Firenze ha presentato i risultati in apertura del congresso mondiale di medicina perinatale.

"Per una donna avere una gravidanza è come rinascere", dice la ricercatrice, che dirige il dipartimento di Pediatria dell'università americana. Ed è sufficiente avere avuto una sola gravidanza per avere a disposizione per decenni questa riserva di cellule giovanissime e vitali. "Le cellule del feto restano annidate e nascoste nell'organismo della madre fino al momento in cui la loro azione diventa necessaria".

Ad esempio, finora l'attivazione delle cellule staminali fetali è stata dimostrata nel fegato, dove si sono attivate per riparare i danni causati dall'epatite C, e nella tiroide.

Di origini italiane (il nonno era lombardo) Diana Bianchi sta studiando lo scambio di cellule tra feto e madre da molti anni e studi condotti parallelamente sia su topi che su esseri umani hanno dimostrato che esiste un ampio traffico cellulare bidirezionale tra feto e madre già all'inizio della gravidanza.

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