Salute/Epatite C, scoperta una proteina che blocca il virus
A uno stadio precoce dello sviluppo
Parigi, 2 apr. (Apcom) - L'identificazione da parte di alcuni ricercatori francesi di una proteina che blocca il virus dell'epatite C a uno stadio precoce del suo sviluppo apre nuove prospettive per la messa a punto di terapie che riescano ad impedire al virus di entrare nelle cellule del fegato.
I ricercatori dell'Istituto di Biologia di Lilla (CNRS/Universites Lille 1 e 2/Institut Pasteur di Lilla) in collaborazione con alcuni studiosi dell'Inserm e di un laboratorio americano dell'Università di Stanford, hanno messo in evidenza una proteina capace di bloccare il virus dell'epatite C a uno stadio iniziale del suo ciclo infettivo.
Gli studi, sostenuti dall'Agenzia nazionale francese di ricerca per l'Aids e le epatiti (ANRS), sono stati pubblicati oggi dalla rivista americana online PLoS ONE. Queste ricerche "lasciano intravedere nuove prospettive nello sviluppo di terapie che blocchino il virus prima che entri nella cellula".
L'epatite C, per la quale non esiste ancora vaccino preventivo, colpisce circa 130 milioni di persone nel mondo intero. In Italia si presume che circa un milione di persone siano affette dalla malattia, ma di queste neppure il 30-40% ne è consapevole. In Francia, dove si registrano circa 5.000 nuovi casi ogni anno, le persone accertate come affette sono circa mezzo milione.
L'infezione da questo virus (HCV) diviene il più delle volte cronica (60-80% dei casi) e può portare a lungo termine allo sviluppo di cirrosi epatica o di tumore del fegato. Attualmente le cure hanno un'efficacia limitata a circa il 40% dei casi e presentano effetti secondari non indifferenti.






















