Piercing fai-da-te- in scuola del torinese
Il preside ha lanciato un appello a prendere provvedimenti
L'ultima allarmante tendenza tra i giovani è quella del piercing fai-da-te. A denunciarlo la madre di una ragazza, che si era fatta fare un piercing al labbro da un'amica nei bagni dell'Istituto tecnico commerciale “Romero” di Rivoli. La piercer utilizzava come strumento un ago-canula, simile a quelli usati negli ospedali per i prelievi del sangue, ma anche comuni spille da balia, salviette e garze. La ragazza, oltre a eseguire perforazioni non autorizzate su se stessa, praticava la 'professione' su amiche e potenziali “clienti”, anche se le prestazioni, poi, non venivano mai pagate.
A scoprire 'l'attività illegale' un'insegnante durante l'intervallo. La madre, di una delle ragazze coinvolte, ha deciso di denunciare l'accaduto ai Carabinieri, chiedendo esplicitamente di tenere sotto controllo la piercer in modo che non si ripetesse quanto accaduto. L'Asl territoriale ha ritenuto opportuno di consigliare alla madre della giovane di ripetere l'esame del sangue per scongiurare una potenziale epatite.
Nicola Coccia, dirigente dell'istituto primario, ha affermato che verranno presi provvedimenti attraverso incontri e conferenze informative per sensibilizzare i giovani sulla pericolosità nel praticare piercing abusivi. Secondo le norme vigenti del Ministero della Sanità è di primaria importanza rivolgersi a negozi di piercing specializzati e autorizzati, in modo da poter essere sicuri che le fondamentali norme di sterilizzazione e igiene degli strumenti vengano seguite alla lettera, per evitare di contrarre infezioni e malattie molto gravi, come epatite B, C, Aids, tetano, senza contare le possibili allergie del singolo soggetto.
Silvia Iacovcich.
Fonte: voceditalia.it






















