Operatori sanitari maschi, tassi doppi di infezioni ematiche
di David Frati - Pensiero Scientifico
Gli operatori sanitari maschi sono una categoria fortemente a rischio di infezioni a trasmissione ematica. Lo sostiene uno studio apparso sull’American Journal of Industrial Medicine.
I ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention guidati da Sara E. Luckhaupt hanno analizzato i dati del National Occupational Mortality Surveillance System dal 1984 al 2004, riguardanti 248.550 decessi per HIV, epatite B, epatite C, carcinoma epatico e cirrosi. “È emerso che la categoria degli operatori sanitari maschi presenta tassi di mortalità per queste patologie sensibilmente più elevati rispetto alla media. Nel caso di HIV ed epatite B i tassi sono doppi”, spiega la Luckhaupt. “Invece per le donne che lavorano in Sanità solo nel caso dell’epatite si ha un’incidenza superiore a quella di altre categorie professionali”. La limitazione dello studio è che nei dati analizzati non sono presenti informazioni su fattori come i comportamenti sessuali, le trasfusioni di sangue effettuate, l’abuso di droghe per via endovenosa o di alcol, ma comunque è possibile affermare che i lavoratori sanitari presentano un tasso di rischio elevato proprio a causa della loro professione. Non è ancora del tutto chiaro, però, il motivo di una differenza di genere così marcata.
Bibliografia. Luckhaupt SE, Calvert GM. Deaths Due to Bloodborne Infections and Their Sequelae Among Health-Care Workers. American Journal of Industrial Medicine 2008; 51(11):812-824.






















