E' morta Anita Roddick, fondatrice della catena Body Shop
L'Associazione EpaC ricorda con stima Anita Roddick in quanto ha fatto outing sull'epatite C e ci ha aiutato a far sottoscrivere la Dichiarazione scritta all'Europarlamento, lanciando un messaggio agli Europarlementari inglesi.
LONDRA (Reuters) - Anita Roddick, fondatrice della catena di profumerie "naturali" Body Shop e una delle più note imprenditrici della Gran Bretagna, è morta all'età di 64 anni in seguito a una grave emorragia cerebrale. Lo ha riferito ieri sera la famiglia della donna.
Roddick aveva fondato la catena Body Shop a Brighton, nel sud dell'Inghilterra, nel 1976, vendendo saponi e profumi realizzati con ingredienti naturali, dando vita a un marchio che divenne simbolo di un business eco-sostenibile.
Figlia di immigrati italiani, Roddick aveva trasformato il suo business in un vero e proprio impero con oltre 2.000 negozi e oltre 77 milioni di clienti in 51 diversi mercati. Lo scorso anno aveva venduto la sua quota di Body Shop alla francese L'Oreal.
"Anita Roddick è stata ricoverata all'ospedale St Richard a Chichester, vicino a casa sua, ieri sera quando si è sentita male dopo essere stata colpita da un improvviso mal di testa", ha scritto la famiglia della donna in una nota.
"La signora Roddick è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale e suo marito Gordon e le sue due figlie, Sam e Justine, erano presenti quando è morta", ha precisato la nota.
Multi-milionaria, Roddick si era battuta per la tutela dei diritti umani ed era stata attivista per l'ambiente. Il motto del Body Shop era: "Dedicare il nostro business alla conquista del cambiamento della società e dell'ambiente".
Roddick aveva detto di essere stata ispirata dalla parsimonia della madre durante la seconda guerra mondiale nella sua campagna per l'ambiente.
"Riutilizzavamo tutto, ricaricavamo tutto e riciclavamo tutto ciò che potevamo".
Roddick aveva rivelato all'inizio dell'anno di avere problemi al fegato dopo aver contratto l'Epatite C oltre 35 anni fa e aveva iniziato a battersi per sostenere le persone che soffrono di questa malattia potenzialmente mortale. La donna aveva contratto l"Epatitie C dal sangue infetto che le era stato iniettato mentre dava alla luce la sua figlia minore, Sam, nel 1971.






















