Manifestazioni paradontali in azienti affetti da epatite C
Gianfranco Favia*
Serena Della Guardia
*Docente di Patologia Speciale Odontostomatologica CLOPD Università di Bari.
Al 1997 i pazienti affetti da HCV cronici sono 1.700.000, solitamente in odontoiatria si parla di questi individui solo nelle statistiche e nei trattati che analizzano il rischio di contagio a cui sono sottoposti quotidianamente gli operatori odontoiatrici.
Il nostro lavoro,invece, porrà all'attenzione le manifestazioni stomatologiche, ed in particolare quelle parodontali, dei pazienti affetti da questa malattia che, data l'alta insufficienza epatica e la diminuita resistenza alle infezioni sono suscettibili di complicanze a livello orale.
Il nostro studio su tali pazienti è il risultato di cinque anni di monitoraggio; sono state applicate le dovute norme preventive, sono stati utilizzati i classici metodi di prevenzione, ed effettuati i routinari trattamenti di igiene e profilassi. I risultati sono stati soddisfacenti, malgrado vi sia ormai la cronicizzazione della malattia sistemica.
ETIOPATOGENESI
L'epatite C a tutt'oggi ha il 70% di trasmissione, ed è la forma più frequente evidenziatasi nell'ultimo quinquennio. L'infezione è di tipo parenterale, il rischio di contagio mediante puntura con ago infetto, è notevolmente aumentata nelle ultime decadi.
Le trasfusioni con sangue infetto, le infezioni incrociate in ambienti sanitari, hanno portato la presenza della patologia a massimi livelli. In Europa , il 70 / 90 % delle Epatiti presenti è di tipo C.
La patogenesi è attribuibile ad un virus RNA, e della totalità di coloro che vengono infettati dalla patologia, solo la metà svilupperà una epatite cronica, il 20% evolverà in Cirrosi e un 2 % di casi rischia un'Epatite fulminante.
Evoluzione della patologia
In sintesi diremo che il paziente affetto da Epatite C ha una diminuita capacità di sintesi del fegato.
Il fegato produce buona parte dei fattori del sistema di coagulazione del sangue, e del sistema fibrolitico per cui gli affetti da tale patologia avranno un abbassamento dei fattori di coagulazione vitamina K dipendenti.
Questa patologia determina molte manifestazioni extra epatiche, ad esempio causa l'insorgere di manifestazioni autoimmuni, ovvero in questi pazienti è stata riscontrata la presenza di autoanticorpi.
La terapia per questa patologia è a base di interferone che determina molti effetti collaterali, specialmente se somministrato a dosi massicce o prolungate.
Letargia, astenia accompagnate ad anoressia con conseguente perdita di peso sono le prime manifestazioni, in seguito il farmaco agisce sopprimendo l'attività del midollo osseo nella produzione di leucociti (soprattutto granulociti e piastrine, per cui l'individuo sarà facilmente attaccato da infezioni).
Manifestazioni Orali
Al livello orale il paziente portatore di HCV ha spesso accentuate emorragie del tessuto gengivale, per cui si astiene dallo spazzolare efficacemente le superfici dentali accumulando conseguentemente placca batterica, il quadro clinico così diventa sempre più grave evolvendo in parodontiti che con il tempo si cronicizzano.
Talvolta per la presenza di placca e tartaro sono stati riscontrati epulidi.
A queste manifestazioni si associano gli effetti collaterali dell'interferone che in molti casi determinano mucositi, invece in altri individui sono stati riscontrati casi di Lichen Ruber Planus orale.
Il lichen si è riscontrato essere molto spesso associata all'HCV dal momento che la terapia con interferone abbattendo le difese immunitarie crea stomatopatie di tipo autoimmuni.
Dal punto di vista operativo l'igienista dentale dovrà attuare un piano di trattamento particolare.
Effettuerà inizialmente una efficace motivazione dove farà comprendere al paziente l'importanza della sua collaborazione, dovrà tener presente, inoltre,che la possibilità in fase di terapia farmacologia, di poter controllare il paziente, sarà remota, dal momento che egli sarà molto debilitato ed impossibilitato a muoversi, per cui se il paziente avrà una programmazione della terapia farmacologia, sarà bene aver effettuato prima di essa tutte le cure possibili a livello per scongiurare la presenza di flogosi gengivali o tasche attive.
In seguito i casi affetti da Epatite C verranno sottoposti a sedute di igiene orale che avranno lo scopo controllare la carica batterica patogena e di eliminare completamente il rischio di riacutizzazioni della malattia gengivale.
In seguito il paziente andrà istruito e motivato al controllo delle emorragie attuando un attento follow-up, con richiami frequenti.
Conclusioni
L'iconografia dei casi presentati evidenzia lo scopo del nostro lavoro: il paziente affetto da epatite C cronica, può essere riabilitato oralmente, se sottoposto ad un follow- up mirato e con scadenze programmate.
Inoltre abbiamo anche potuto dimostrare che in questi soggetti è possibile applicare dopo la riabilitazione all'igiene orale degli impianti infraossei, e l'osservazione del caso a 7 anni dimostra una completa stabilizzazione della salute orale, con notevole diminuzione delle emorragie e flogosi gengivali.
I pazienti monitorati in questo lavoro a tutt'oggi dimostrano di saper completamente gestire la loro igiene orale con presidi personalizzati alla loro circostanza, e il loro grado di motivazione a procedere a tali pratiche e a sottoporsi ai controlli periodici, permette di evitare il progredire del Lichen Ruber Planus.
Fonte: SUPEREVA.COM






















