Portale Epatite e malattie del fegato
Sito Epatite B
Sito Steatosi
Sito Cirrosi
Sito Tumori
Sito Trapianti
Malattie autoimmuni

Malattie del tempo


Obesità, reflusso, epatite C: come prevenirle e curarle

Medici e ricercatori al convegno di "Salute" sulla Terza età. E un confronto tra politici

Ecco un altro resoconto del nostro convegno sugli anziani, organizzato insieme con Somedia. Qui riportiamo i primi interventi della tavola rotonda - guidata da Arnaldo D'Amico di "Salute" - sulle patologie della terza età, e il faccia a faccia tra un esponente del governo e uno dell'opposizione.

Michele Carruba (Centro studi sull'obesità)

"Le più importanti malattie, quelle che uccidono la metà della popolazione italiana, le malattie cardiovascolari, l'ictus, l'infarto del miocardio e un'altra malattia molto temuta, il cancro, sono legate a due problemi fondamentali: la cattiva alimentazione e la sedentarietà. Quindi le malattie dipendono dai nostri comportamenti. Cinquanta anni fa, nel dopoguerra, qualcosa è cambiato nell'ambiente, e abbiamo cominciato a diventare poco mobili e, soprattutto a mangiare di più e male rispetto a quello che facevano i nostri genitori. Così siamo passati dall'homo sapiens all'homo obesus.

Allora: il 72,5% degli italiani non fa mai attività fisica; regolarmente la fa il 9% e il 20% la fa saltuariamente: la popolazione non si muove, Una recente indagine dell'ISTAT ci dice che il 30% dei ragazzi passa da 2 a 3 ore davanti alla tve, il 21% da 3 a 4, il 20% più di 4. Il che significa che il 70% dei ragazzi sta 3 ore davanti alla televisione, più 6 ore di scuola: quando si muovono questi ragazzi? L'energia che noi introduciamo per alimentarci, poi deve essere consumata.

Atrimenti, se ne introduciamo di più di quella che utilizziamo, questa va in riserva, forma il grasso che ci crea patologie. L'obesità sta crescendo in maniera rettilinea e, se non succede niente, nel giro di un secolo la popolazione mondiale sarà obesa. Oggi negli Stati Uniti non c'è più un aumento di aspettativa di vita. E veniamo agli italiani: 4 milioni sono obesi, 16 milioni sono in sovrappeso. Il picco negli uomini è fra i 55 e i 64 anni, dopo di che diminuisce. I grassi alla vecchiaia non ci arrivano. Ed esiste una relazione molto chiara tra eccesso di grassi alimentari e tumori: la scienza ha dimostrato una relazione inversa tra assunzione di frutta e verdura e tumori. L'obesità è una malattia cardiovascolare, che si può diagnosticare precocemente attraverso un metro da sarta. Se la circonferenza della vita delle donne è maggiore di 88 centimetri e quella degli uomini supera i 102, il rischio di ammalarsi comincia a essere pericolosamente elevato.

Come stare attenti al giro vita? Seguendo due regole di stile di vita: corrette abitudini alimentari e attività fisica.

Se a degli animali da esperimento diamo da mangiare il 20% di meno di quello che mangerebbero spontaneamente, si raddoppiano le aspettative di vita. Perché succede? Esiste un ossido nitrico, un gas che fa da mediatore, che regola il metabolismo, che deve essere funzionante perché si formi il motore delle cellule: il mitocondrio. Serve a bruciare la benzina - i grassi e gli zuccheri - e li trasforma in energia. Se diminuiscono i mitocondri, si ingrassa e si ammala. Invece mangiare un po' di meno, mette in moto la mitocondriogenesi: tanti mitocondri ci fanno campare più a lungo. Anche camminare crea mitocondri. Abbiamo così un motore più efficiente. Dunque l'elisir di lunga vita è in noi stessi: essere attivi e mangiare bene e comunque non troppo".

Vincenzo Savarino (Docente Università di Genova)

"Vi devo parlare di bruciori di stomaco, uno dei sintomi che più frequentemente porta il paziente a consultare il medico di medicina generale, e poi anche lo specialista nei casi più difficili. Il più delle volte questo sintomo è un disturbo che può partire dallo stomaco ma tende a irradiarsi verso l'alto, arrivando anche fino al collo. Questo lo definiamo bruciore retrosternale ed è un sintomo caratteristico della malattia del reflusso gastroesofageo, che forse ha la più vasta diffusione nelle popolazioni occidentali. Nella malattia abbiamo un altro sintomo tipico: il rigurgito di acido. Il paziente ha la sensazione di avere un liquido amaro o acido in bocca: è dovuto alla risalita di materiale dallo stomaco in esofago, che arriva fino alla bocca.

Intorno ai 50 anni di età, il 50% degli italiani hanno un'ernia iatale, che favorisce il reflusso. Poi, con l'andare avanti degli anni purtroppo le malattie aumentano e allora si fa uso di farmaci che possono indebolire questa valvola che abbiamo tra esofago e stomaco e che si oppone al reflusso. I farmaci più implicati sono i calcio antagonisti o i nitrati oppure beta stimolanti o teofillina, che vengono assunti da chi ha disturbi respiratori, o anche le benzodiazepine, cioè la compressa di Tavor, tanto per fare un nome. Questa è una malattia cronica, da cui non si guarisce; solo un intervento chirurgico potrebbe ripristinare questa valvola che si oppone al reflusso. Abbiamo però gli inibitori di pompa protonica, che riescono a guarire nella fase acuta fino al 90% dei soggetti, cioè fanno scomparire i sintomi e le lesioni; quindi sono farmaci molto efficaci. Poiché la malattia è recidivante, allora è necessaria una terapia di mantenimento".

Ivan Gardini (Presidente EpaC)
 
"L'Associazione EpaC si occupa da 7 anni di epatite C. Fornisce supporti di tipo informativo, ma anche progetti di prevenzione e di informazione. Abbiamo costruito sicuramente il più grosso osservatorio italiano sull'epatite C, probabilmente anche europeo. L'epatite C cos'è? E' un' infiammazione del fegato causata da un virus. Si trasmette per via ematica, cioè venendo a contatto col sangue della persona infetta. Questo virus ha la particolarità di eleggere, come luogo per replicarsi, il fegato e questa infiammazione, nel corso degli anni, sviluppa una malattia. Quante persone sono venute a contatto con il virus? Circa il 3% della popolazione. E' un virus che comunque ha una lenta progressione; in Italia c'è il tasso di infezione più alto in Europa. Dopo di noi c'è solo la Romania intorno al 4%. Dai 50 anni in su abbiamo un'impennata della popolazione con questo tipo di infezione.

Ci sono dei gruppi a rischio naturalmente: persone che si sono iniettate droghe, che hanno ricevuto trasfusioni di sangue prima del 1990, che si sono fatte tatuaggi o body piercing in ambienti non sterili, emofiliaci, dializzati. E poi soggetti che hanno avuto molte ospedalizzazioni, conviventi di persone infette dal virus dell'epatite C, e figli di madri infette. Tutti questi dovrebbero fare un semplice test del sangue. La malattia oggi è curabile, in una certa percentuale, per chi può sottoporsi a una combinazione di farmaci: l'interferone pegilato e Ribavirina, eradicano il virus in circa il 50% dei casi, con punte dell'80% (dipende dal sottogruppo di virus).

Purtroppo il trattamento con interferone nei pazienti anziani, è complicato, perché è un farmaco con alcuni effetti collaterali; e quindi sono previste alte percentuali di pazienti che non rispondono proprio al trattamento. Perciò al momento non c'è una strategia chiara sui trattamenti, su come procedere nel paziente sopra i 65 anni. Una recente conferenza di esperti ha stabilito che i soggetti oltre i 65 anni non sono eleggibili.
 
Quindi lo screening nei pazienti anziani non viene incoraggiato. Riassumendo, abbiamo un alto numero di pazienti anziani con l'epatite C, ma destinato ad aumentare, una scarsa aderenza alle attuali terapie, e uno scarso interesse a fare emergere il sommerso dei pazienti positivi, ma inconsapevoli di avere l'infezione.
 
www.repubblica.it

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!

Quando invii il modulo, controlla la tua casella di posta elettronica per confermare l’iscrizione