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Malattie autoimmuni

Malattie del fegato, a Novara diagnosi precoce e ricerca entrano nel percorso di cura

All’AOU Maggiore della Carità, screening, tecnologie non invasive e studi clinici accompagnano i pazienti con malattie epatiche.

Le malattie croniche del fegato rappresentano una sfida sanitaria complessa, poiché spesso progrediscono in modo asintomatico fino all'insorgere di gravi complicanze. A Novara, l’Ambulatorio di Epatologia dell’AOU Maggiore della Carità risponde a questa emergenza integrando diagnosi precoce, tecnologie non invasive all'avanguardia e ricerca scientifica internazionale. La struttura, guidata dal professor Mario Pirisi all'interno della Medicina Interna universitaria, offre una presa in carico completa per le patologie epatiche autoimmuni, virali, metaboliche ed etiliche, garantendo continuità terapeutica e monitoraggi a lungo termine.

Tra gli ambiti d'eccellenza spicca lo screening della colangite biliare primitiva (PBC), malattia cronica autoimmune rara coordinata dalla professoressa Cristina Rigamonti, epatologa dell'AOU e docente all'Università del Piemonte Orientale. L'ospedale novarese è centro di riferimento regionale per la PBC e partecipa a sperimentazioni cliniche internazionali per l'accesso a farmaci di nuova generazione. Sotto il profilo diagnostico, l'azienda dispone di strumentazioni avanzate come l'elastografia transiente per la misurazione della rigidità epatica e della milza, affiancate dall'esecuzione di biopsie ecoguidate in Day Hospital per il Quadrante Nord-Orientale.

Come evidenziato dal direttore generale Stefano Scarpetta e dall'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, la struttura si avvale di una rete multidisciplinare (che unisce epatologi, oncologi, radiologi e chirurghi per la cura dell'epatocarcinoma e la valutazione al trapianto) e del supporto delle associazioni dei pazienti EPAC e AMAF, ponendo al centro dell'assistenza la qualità di vita della persona.

Fonte: torinocronaca.it

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