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«I tatuaggi triplicano il rischio di epatite C»

Uno studio statunitense inchioda i tatuaggi: chi se ne è fatto fare almeno uno ha il triplo delle probabilità di aver contratto l’epatite C. L’ennesima accusa per gli amanti dei tattoo arriva da una ricerca della scuola di medicina della New York University, presentata a Boston al Congresso dell’American Association for the Study of Liver Diseases. Condotto su ben 3.871 pazienti, lo studio conferma quanto sostenuto da epatologi e camici bianchi in generale: nel campione esaminato, 1.930 persone erano affette da epatite C, mentre 1.941 risultavano negative al virus.

Ebbene, quelli costretti a fare i conti con l’epatite C, avevano anche uno o più tatuaggi disegnati sulla pelle. Il rischio di essere malati, ha svelato lo studio, è tre volte maggiore tra quanti hanno un tatuaggio sulla pelle. Un’associazione «forte», secondo gli studiosi newyorkesi, che risulta anche quando non vi sono altri fattori di rischio, come ad esempio il consumo di droga per via endovenosa e trasfusioni di sangue sospette. 
 
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