Portale Epatite e malattie del fegato
Sito Epatite B
Sito Steatosi
Sito Cirrosi
Sito Tumori
Sito Trapianti
Malattie autoimmuni

«La negligenza causò il contagio»

Tre morti e tre pazienti contagiati salvati. Sono queste le cifre dell'epidemia che si è verificata nel reparto di Ematologia dell'ospedale nei primi mesi del 2006. Un'epidemia provocata dalla negligenza con la quale si sarebbero gestiti alcuni cateteri venosi centrali. Insomma, banali operazioni come il cambio di flebo.

Il professor Oliviero Varnier, infettivologo genovese, consulente tecnico del pubblico ministero Emma Ferrero, ha depositato la consulenza. E i carabinieri del Nas hanno consegnato al magistrato un rapporto completo sui fatti. Il magistrato ha avviato l'inchiesta sull'ipotesi di reato di epidemia colposa, ma al momento non ci sarebbe alcune persona iscritta nel registro degli indagati.

A causare il contagio sarebbe stata una donna deceduta nel dicembre 2005. Il suo corpo è stato riesumato nell'aprile 2006 ed è stato riscontrato che il suo tipo di virus ha contagiato le altre due vittime e gli altri tre pazienti, che se la sono cavata. L'allarme è scattato all'indomani dell'8 febbraio 2006, quando è morto Silvano Zagolin, sessantasettenne di Albignasego, i cui familiari hanno intentato una causa civile nei confronti dell'ospedale. L'altra vittima è un giovane malato di tumore.

All'inizio si sospettava che il contagio fosse stato causato da un catetere disinfettato male. Ma i carabinieri del Nas ipotizzerebbero che il contagio sia avvenuto a causa di una banale operazione di routine, come il cambio di flebo.

Insomma, un errore nella gestione del catetere venoso centrale. Uno degli infermieri avrebbe cambiato i cateteri senza cambiarsi i guanti. Guanti sporchi del sangue della donna portatrice sana di Hcv. È praticamente impossibile accertare chi ha commesso l'errore e quando sia stato fatto. I carabinieri hanno sentito numerose persone. Soprattutto gli infermieri del reparto di Ematologia, un reparto al quale si accede con mascherine, copriscarpe, guanti di lattice. Ed è attraverso le testimonianze raccolte nel reparto che gli investigatori avrebbero ricostruito la presunta dinamica del contagio.

Un'indagine interna l'aveva avviata subito anche il direttore generale Adriano Cestrone. La vicenda era iniziata il 16 gennaio 2006 quando dal reparto di Ematologia, diretto dal professor Gianpietro Semenzato, al primo piano del Policlinico, è arrivata la segnalazione di un paziente con una sieroconversione per epatite C, ovvero diventato positivo al virus.

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!

Quando invii il modulo, controlla la tua casella di posta elettronica per confermare l’iscrizione