Guariniello e la sua inchiesta sul farmaco anti epatite C: "Voglio capire i criteri con cui si sceglie di darlo o no"
Il magistrato spiega le ragioni dell'indagine sul Sofosvubir e per questo ha interpellato anche il ministro della salute. In Piemonte sarebbero solo un centinaio i malati attualmente in cura con il farmaco, che costa circa 50mila euro, su 2000 pazienti affetti da epatite C
“Vogliamo capire quali siano i criteri grazie ai quali alcuni malati possono accedere alla cura ed altri no, e per questo abbiamo iniziato a interrogare persone a diversi livelli. Si tratta di una questione molto complicata: non è facile accertare di chi sia la responsabilità dato che, pur essendoci una norma che stanzia ingenti somme di denaro, attualmente le Regioni sarebbero costrette ad anticipare le spese di tasca propria. Ma i farmaci non sono disponibili per tutti i malati e questo è in contrasto con il diritto alla cura per chi è malato”.
Il Procuratore Raffaele Guariniello spiega così il motivo per cui non ci sono ancora iscrizioni di indagati nel fascicolo aperto sulla costosa terapia per l’epatite C grazie al farmaco Sofosbuvir (il cui nome commerciale è Sovaldi, ed è prodotto dalla Gilead). Dopo aver ricevuto le schede di numerosi pazienti che lamentano il fatto di non essere riusciti non solo ad avere il medicinale, ma nemmeno rassicurazioni sui tempi o spiegazioni del motivo per cui il farmaco viene negato, la procura ha ora deciso di ipotizzare il reato di lesioni colpose: “la mancata somministrazione della cura, che già di per sé è un’omissione, potrebbe infatti portare a delle lesioni colpose” hanno sottolineato gli investigatori. Il primo dubbio che il pm Guariniello vuole sciogliere è dunque chi abbia diritto a curarsi per primo. E per questo sta già raccogliendo le informazioni sui pazienti che lamentano di non aver avuto accesso alla terapia. Ma non solo: sotto la lente della procura potrebbe anche finire l’alto prezzo del farmaco che le aziende farmaceutiche cambiano a seconda della nazione in cui deve essere commercializzato. Capita dunque che in Europa o negli Stati Uniti il medicinale costi diverse decine di migliaia di euro mentre nei paesi africani molto meno. “Si tratta di un problema mondiale” ammettono al Palagiustizia.
Il magistrato ha dunque scritto all’Aifa e al ministro della Salute Lorenzini per avere informazioni. “Secondo la legge di bilancio del 2014 – dice - è stato istituito un fondo di rimborso per l’acquisto di farmaci innovativi pari a 500 milioni di euro per il 2015 e altrettanti per il 2016. Ma i malati sono tanti e il farmaco in Italia costa circa 50 mila euro: le Regioni dunque non riescono a garantirlo a tutti”. In Piemonte ad esempio sarebbero solo un centinaio i malati attualmente in cura con il Sofosbuvir, su 2000 pazienti affetti da epatite C. All’ospedale delle Molinette 600 persone sono invece in lista d’attesa mentre un’Asl torinese raccoglierebbe da sola altri 400 malati che attendono la terapia.
Fonte: torino.repubblica.it






















