Genetica e Epatite C - Scoperto il marcatore che prevede come risponderai alle cure
Perchè alcuni pazienti rispondono bene al trattamento dell’Epatite C ed altri sviluppano effetti collaterali pesantissimi, oltre che scarsi risultati? La risposta è in un segmento del DNA. La scoperta pubblicata sulla rivista Nature è il risultato di una ricerca condotta su 1671 pazienti che si sono sottoposti ai consueti trattamenti per debellare la malattia.
David Goldstein, genetista presso la Duke University e autore dello studio, afferma che il “marcatore” sta in una lettera - una C al posto di una T - in un segmento di DNA in prossimità del IL28B gene, e le risposte alle cure cambiano radicalmente.
Questo spiega un altro mistero finora insoluto: perché le risposte alle cure per l’epatite C variano ampiamente tra i gruppi etnici e razziali. Il genotipo che porta ad una migliore risposta si trova più frequentemente in Europa: questo polimorfismo genetico spiega quindi l’abisso del 50% di cure non efficaci registrate nelle popolazioni afro-americane a maggioranza di genotipo “scarsamente reattivo”.
Questa scoperta permetterà di offrire ai pazienti cure migliori poichè i dottori avranno preziose informazioni, molto dettagliate per poi decidere il mix di cure migliori.
Attualmente il trattamento per combattere l’epatite C si sviluppa in 48 settimane di interferone e ribavirina il farmaco antivirale. Alcuni pazienti sviluppano effetti indesiderati talmente duri da sopportare che preferiscono interrompere la cura.
L’epatite C colpisce, secondo le stime, 170 milioni di persone in tutto il mondo ed è la principale causa di cirrosi nel Nord America. Secondo le stime in Italia i contagiati sono più di 1 milione, ma poichè fino alle sue conseguenze più gravi, spesso, l’epatite C, “Killer silenzioso”, è asintomatica, si stimano molti più casi degli attuali accertati.
Fonte : Periodico Italiano - 17/ago/2009






















