Fluvastatina possibile aiuto contro l'epatite C
Nuovi dati appena presentati a Berlino, durante il congresso annuale della European Association for the Study of Liver (EASL) confermano l’attività antivirale di fluvastatina nei pazienti con epatite C cronica, lasciando intravedere un possibile nuovo impiego della statina al di là di quello tradizionale come ipolipemizzante.
In uno studio pilota dell’Università di Craiova, in Romania, l’aggiunta di fluvastatina all’attuale standard terapeutico, rappresentato da interferone pegilato e ribavirina (P/R), ha portato a un miglioramento sia della riposta virologica precoce (EVR) sia di quella rapida (SVR) rispetto alla sola terapia standard più placebo.
Al trial hanno partecipato 209 pazienti naive con epatite C cronica di genotipo 1b trattati con la dose standard di fluvastativa (20 mg una volta al giorno) più P/R per 48 settimane, seguite da altre 24 settimane di trattamento con la sola statina (104 pazienti) oppure con solo P/R più placebo per 48 settimane (105) pazienti. La somministrazione della statina è avvenuta a prescindere dal profilo lipidico del paziente. Gli autori hanno misurato la carica virale al basale e poi dopo 12 e 72 settimane. Hanno inoltre valutato la presenza di sindrome metabolica con i criteri NCEP-ATP III e monitorato ogni 3 mesi le le variazioni del BMI e dell'alanina amino transferasi (ALT).
Si è così evidenziato che nel gruppo di pazienti trattati con la combinazione della statina più la terapia standard si è ottenuto un miglioramento rispetto a quello trattati con placebo più lo standard sia della EVR a 12 settimane (75,96% contro 61,9%; P = 0,041; OR = 1,944) sia della SVR a 72 settimane (63,46% contro 49,52%; P = 0,05; OR = 1,772).
“È noto che la sindrome metabolica – l’indicazione principe delle statine – si associa a una grave fibrosi e a una minore risposta ai trattamenti nei pazienti con epatite C” ha spiegato Heiner Wedemeyer, epatologo dell’università di Hannover e segretario generale dell’EASL, commentando i risultati dello studio. “la conferma che la combinazione di fluvastatina e P/R potrebbe migliorare gli outcome nei pazienti con entrambe le patologie è importante per il medico”.
Ma l’aggiunta della statina alla terapia tradizionale potrebbe offrire un benefico anche ai pazienti che non presentano sindrome metabolica. Infatti, anche in questo sottogruppo (il 23% del campione), la risposta al trattamento – sia quella precoce sia quella più a lungo termine - è stata significativamente maggiore nel braccio fluvastatina rispetto al braccio placebo, con un’EVR pari all’85,36% contro 71,42% (OR = 2,33; P = 0,034) e un’SVR del 74,39% contro il 58,44% (OR=2,065; P = 0,049).
Gli autori concludono quindi che l’effetto sinergico tra fluvastatina e peginterferone più ribavirina , evidenziato da questo studio, suggerisce come i farmaci ipolipemizzanti potrebbero favorire la clearance del virus e ed essere utili nel trattamento dell’epatite C, indipendente dalla comorbidità o meno con la sindrome metabolica.
Georgescu, E. et al. Potential enhancement of both early (EVR) and sustained (SVR) virological response by fluvastatin in chronic hepatitis C trated [sic] with standard pegifn-ribavirin therapy. A pilot study. EASL 2011
Fonte: pharmastar.it






















