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Fascicolo Sanitario 2.0: scatta l’obbligo di alimentazione dal 31 marzo

Con il termine della Fase III del cronoprogramma, fissato per il 31 marzo 2026, il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) 2.0 diventa pienamente operativo in tutta Italia. Le strutture pubbliche e private hanno ora l’obbligo di caricare ogni dato clinico — dai referti alle cartelle — entro soli cinque giorni dall’erogazione.

Le Regioni dovranno così dotare i fascicoli sanitari di tutti i contenuti previsti dalla legge (referti, verbali pronto soccorso, lettere di dimissione, profilo sanitario sintetico, prescrizioni specialistiche e farmaceutiche, cartelle cliniche, erogazione di farmaci, vaccinazioni, erogazione di prestazioni di assistenza specialistica, taccuino personale dell’assistito, dati delle tessere per i portatori di impianto, lettere di invito per screening, esenzioni).

Per le strutture – pubbliche e private – scatta inoltre l’obbligo di aggiornamento dei dati entro cinque giorni dall’esecuzione di esami, visite o erogazioni di farmaci. Sempre entro domani i sistemi dovranno adeguarsi alle caratteristiche del Fascicolo Sanitario 2.0, in termini di caratteristiche tecniche, interoperabilità e possibilità di accesso da parte di strutture, professionisti sanitari e cittadini.

Le aziende devono essere pronte

Un atto di “efficienza e civiltà sanitaria” definisce il traguardo Giuseppe Quintavalle, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), che sottolinea come  l’integrazione dei dati non sia solo un obbligo tecnico, ma una svolta strategica per garantire consulti rapidi, evitare esami duplicati e assicurare una reale continuità assistenziale in ogni regione, rendendo la sanità del futuro più semplice, sicura e accessibile per tutti i cittadini.

“La scadenza del 31 marzo – commenta – segna un passaggio importante nel percorso di piena attuazione del Fascicolo sanitario elettronico su tutto il territorio nazionale. Sappiamo che alcune Regioni hanno già sviluppato in modo avanzato questo strumento, mentre altre stanno completando il percorso, anche affrontando criticità tecniche e organizzative che possono emergere in una fase così delicata di implementazione”.

Utile e strategico

“Il punto centrale, però – aggiunge –, è far comprendere ai cittadini quanto il Fascicolo sanitario elettronico sia utile e strategico: innanzitutto perché garantisce una gestione ordinata e sicura dei dati sanitari personali, e poi perché consente di migliorare concretamente la continuità assistenziale. Attraverso una piena alimentazione del fascicolo si facilitano i follow up, si rendono più rapidi i consulti tra professionisti, si evitano duplicazioni di esami e prestazioni e si riduce il rischio di richieste inappropriate dovute alla mancata condivisione delle informazioni cliniche”.

“Il Fascicolo sanitario elettronico è quindi uno strumento di efficienza, trasparenza e civiltà sanitaria. Dopo il 31 marzo sarà fondamentale continuare a lavorare per accompagnare i cittadini con una comunicazione chiara e capillare e, allo stesso tempo, superare le eventuali criticità informatiche residue, rendendo queste piattaforme sempre più semplici, affidabili e accessibili. È una sfida che il sistema sanitario deve vincere, perché dalla piena diffusione del Fascicolo sanitario elettronico dipende una parte importante della sanità del futuro”, conclude.

Fonte: aboutpharma.com

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