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Farmacie pistoiesi, le scelte. Defibrillatori in sedici sedi. Holter, crollano le attese

Dalla telemedicina agli screening, i presidi del nostro territorio diventano snodi cruciali per la cura delle persone. Il presidente di Federfarma Giacomelli: "Siamo un punto di riferimento, ma serve meno burocrazia per aiutare i cittadini".

PISTOIA  - Sempre più presidio di salute e socialità, sempre più vicine al cittadino e, a brevissimo, anche capaci di rispondere nel momento dell’emergenza quando dovesse presentarsi. Succederà grazie alla pronta installazione di sedici dispositivi Dae in altrettante farmacie della provincia di Pistoia, grazie all’iniziativa di Federfarma Pistoia (in collaborazione con Krka, Htn-Virtual Hospital, Doc Pharma e Banca Cambiano), un numero destinato probabilmente ad aumentare grazie a una sensibilità e a una volontà di esserci sempre più crescente. Una conferma della centralità del luogo "farmacia", il cui ventaglio di servizi ha visto un incremento notevole a supporto ormai irrinunciabile della sanità pubblica specialmente negli ultimi anni, con il Covid a dare suo malgrado un’accelerata a un processo che era già iniziato seppure in maniera ancora ’timida’. "Per cinquant’anni il nostro Sistema Sanitario ci ha garantito uguaglianza ed equità della cura – è la riflessione del presidente di Federfarma Pistoia, Andrea Giacomelli -. Oggi però, vuoi per una popolazione sempre più anziana vuoi per un aumento della cronicità delle malattie la cui cura rappresenta circa l’80% della spesa globale del nostro Sistema Sanitario, viviamo una condizione di affanno. Con il riassetto della sanità territoriale anche le farmacie sono andate in scia. Sappiamo che trentacinque milioni di italiani entrano in farmacia almeno una volta al mese e che più del 70% della popolazione sceglie sempre la stessa farmacia. Si crea insomma un rapporto di fiducia, al punto che la farmacia diventa snodo centrale in quella rete in cui operano medici di medicina generale, infermieri, operatori del sociale e che sarà sempre più fondamentale come moltiplicatore di servizi quando entreranno a regime le case di comunità".

Nate per la sola distribuzione dei farmaci, oggi le farmacie sono molto di più, avendo a che fare coi temi della prevenzione e della cronicità delle patologie. "Lo screening per l’epatite C con 60mila test somministrati in Toscana in appena un mese e mezzo, quello per il colon retto i cui richiami stanno arrivando anche agli over 50 pistoiesi, la vaccinazione antinfluenzale – continua Giacomelli -: le nostre farmacie sono attivissime, con anche la recente innovazione in tema di telemedicina, specie per l’holter cardiaco in regime di Ssn in collaborazione con Fondazione Monasterio che permette ai cittadini in tempi rapidi e con facilità di svolgere l’esame. A Pistoia siamo partiti in otto farmacie, nel prossimo mese se ne aggiungeranno altre trenta il che consentirà di azzerare praticamente la lista d’attesa per l’holter cardiaco. Infine il tema dell’aderenza alla terapia per pazienti diabetici e Bpco. A seguito di interviste ai pazienti si è realizzato che rispettivamente il 30% e il 50% di questi non seguono regolarmente le terapie prescritte. Dati importanti per intervenire su questo tipo di pazienti". Tutto bello e tutto facile? Non proprio. "Esistono evidenti problemi legati alla carenza di personale – è l’avvertimento e insieme l’allarme di Giacomelli -. Tutti concordi sull’importanza dei servizi che le farmacie erogano, ma si fa fatica. È urgente sburocratizzare l’attività delle farmacie, liberare energie e ore di lavoro per metterci davvero al servizio della comunità secondo le nostre potenzialità".

Fonte: lanazione.it

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