Farmaci: aisf, per anti-epatite C applicare stesso modello in tutta Italia
Roma, 27 mag. (AdnKronos Salute) - "L'applicazione pedissequa di modelli organizzativi e gestionali omogenei su tutto il territorio nazionale costituisce l'unica garanzia possibile di eticità ed efficacia nell'accesso alle cure". Lo evidenzia in una nota l'Associazione italiana studio fegato (Aisf) entrando nel dibattito sull'accesso ai farmaci contro l'epatite C e sull'iniziativa della Toscana di garantirli gratuitamente a tutti i pazienti.
"Dalla scorsa settimana - ricorda l'associazione - sono disponibili in Italia, con costi interamente a carico del Servizio sanitario nazionale tutti i farmaci che consentono terapie di combinazione senza interferone per il trattamento dell'epatite C cronica, attraverso un sistema di distribuzione controllata. A questi criteri le Regioni debbono attenersi per l'erogazione dei farmaci in questione". Ma "per quanto le disposizioni ministeriali siano chiare sui criteri – lamenta l'Aisf - l'accesso alla terapia è iniziato in maniera eterogenea sul territorio nazionale, mentre si è aperto un ampio dibattito sul diritto alle cure, a cui sono seguite proposte di soluzioni e atteggiamenti differenziati dei vari stakeholder".
L'Aisf, "anche se in Italia la politica di negoziazione condotta da Aifa ha consentito una significativa riduzione dei costi rispetto ad altri Paesi europei, considerando che iniziative di accesso alle cure disegnate su singole comunità locali possono difficilmente giungere a soluzioni eque e sostenibili per la collettività auspica che si possa pervenire a sistemi negoziali che interessino organismi sovranazionali, ritenendo questo l'unico modo reale per garantire l'accesso alla terapia in maniera capillare e trasversale".
(Com-Bdc/AdnKronos Salute)






















