Epatite e diabete, lotta tecnologica
Nuova apparecchiatura (unica nel Triveneto) acquistata al "Civile". Sostituirà le biopsie
Il livello di qualità di un ospedale si misura anche e soprattutto sul grado di tecnologia che viene utilizzato per la diagnostica. E su questo fronte al Santa Maria degli Angeli, almeno nella lotta a diabete ed epatiti è stato raggiunto un livello tecnologico altissimo. Con l'intervento concreto dell'Associazione diabetici di Pordenone che ha contribuito staccando un assegno di 22 mila euro, il vertice dell'ospedale in sintonia con l'Unità operativa di III Medica diretta da Walter Donadon, ha acquistato una nuova apparecchiatura, il Fibroscan.
Basterebbe far presente che questo apparecchio da poco nel mercato è per ora l'unico nel Triveneto (il più vicino è a Brescia) per capire l'importanza della diagnostica. A questo, però, ci sono da aggiungere altri "particolari" che ne spiegano ancora meglio l'importanza. Il Fibroscan oltre ad avere una ruolo primario nella prevenzione perchè è in grado di eseguire verifiche accurate del fegato è uno strumento che - grazie alla sua tecnologia - è anche in grado di sostituire la biopsia, un esame invasivo e doloroso (oltre che pericoloso), ma sino ad ora l'unico che poteva diagnosticare le condizioni reali del fegato.
«Il Fibroscan - ha spiegato Donadon - è in grado di misurare il grado di fibrosi del fegato. La conoscenza esatta del processo morboso in atto in un malato cronico di fegato è fondamentale per poter valutare lo stato e la progressione della malattia, consentendo anche di fare previsioni sul suo andamento futuro al fine di poter intervenire con eventuali terapie. Sino ad oggi - è andato avanti il primario - per raggiungere questo scopo l'unico mezzo era il ricorso alla biopsia epatica. Questo esame è però invasivo, spesso doloroso con qualche rischio di emorragia. Il principio su cui si base il Fibroscan è derivato all'osservazione anatomica che più il fegato è duro e rigido, più la fibrosi è impostante». L'esame è molto semplice, indolore e ripetibile. In pratica l'apparecchio è simile ad un ecografo (e si usa anche nella stessa maniera) anche se la tecnologia è decisamente più avanzata. In pochi minuti l'operatore ha l'esito della diagnostica.
Ma l'importanza del Fibroscan è anche un'altra perchè consente di verificare in tempi molto stretti se la patologia ha già intaccato il fegato. Si tratta, quindi, di un intervento preventivo, una diagnosi precoce che è fondamentale per il decorso positivo della patologia. Osservati speciali il diabete e l'epatite, malattie che hanno una notevole incidenza nella Destra Tagliamento. «In provincia di Pordenone - ha spiegato Giorgio Zanette, responsabile della diabetologia del Santa Maria degli Angeli - circa il 6 - 7 per cento è affetto da diabete di vario grado. Complessivamente si tratta di 17 mila persone».
Ancora più esteso il numero delle epatiti. «Su questo fronte i numeri parlano chiaro - fa fatto presente Donadon - in provincia sono circa 25 mila le persone colpite da epatite. Una delle maggiori difficoltà che avevamo fino ad oggi era quella di avere mezzi diagnostici in grado di distinguere i pazienti malati di fegato a lenta evoluzione da quelli con malattia ad andamento aggressivo e quindi con una accelerata progressione verso le cirrosi epatica e il tumore al fegato». Un problema che il Fibroscan ha risolto. C'è da aggiungere, infine, che allo stato non ci sono liste d'attesa per il servizio di diabetologia e neppure per il Fibroscan che sarà operativo dalla prossima settimana.
Fondamentale il contributo dell'Associazione diabetici, diretta da Enrica Giannetti che con tutti gli associati (circa 500) ha lavorato a lungo per raccogliere il contributo da destinare all'acquisto dell'apparecchiatura. «Sono orgoglioso - di questo risultato ha concluso il direttore dell'Azienda ospedaliera, Paolo Saltari - perchè significa che la gente crede in quello che stiamo facendo in ospedale».
Loris Del Frate






















