Epatite c, tatuaggi e piercing sono la causa del 20% dei nuovi casi
Tatuaggi e piercing sotto accusa per 2 casi su 10 di nuove infezioni da epatite C. Disegni e anellini sulla pelle, infatti, sono responsabili del 20% dei casi acuti di epatite C, ovvero delle infezioni contratte nei sei mesi precedenti alla diagnosi. E la colpa non è solo degli aghi e degli ornamenti di metallo, spesso monouso o correttamente sterilizzati sotto l'occhio dei clienti più esigenti. Il pericolo arriva, per quanto riguarda i tattoo, dalle boccette di inchiostro, che vengono a contatto con gli aghi e che difficilmente sono sostituite per ciascuna seduta, anche perché i costi sarebbero molti elevati. La conseguenza è che i virus delle epatiti, molto resistenti, passano direttamente sotto la pelle. A lanciare l'allarme Antonio Craxì, professore di gastroenterologia e direttore dell'unità operativa di Gastroenterologia dell'università di Palermo. "Oggi - spiega Craxì - noi specialisti difficilmente diagnostichiamo epatiti C legate a trasfusione, come è accaduto in passato. Sono invece più frequenti i casi di infezione dovuti a tatuaggi, piercing, o procedure mediche".
fonte: adnkronos.it






















