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Epatite C, sul rimborso dei farmaci tensione tra ministero e regioni

Si discute del modo in cui reperire i soldi per pagare i costosi farmaci per la malattia. Lorenzin vuole un fondo dedicato da un miliardo, le amministrazioni locali chiedono di inserire il medicinale nella spesa farmacetica ordinaria per farlo pagare in parte dell'industria

Rischiano di arrivare allo scontro il ministero della Salute e le Regioni sui farmaci per la cura dell'epatite C e in particolare sul sistema per pagarli. Si tratta di prodotti carissimi, il primo dei quali è il sofosbuvir, per i quali si era deciso di creare un fondo apposito da un miliardo di euro per due anni con il quale finanziare anche, più in generale, tutti i medicinali innovativi e dunque cari. Riguardo all'epatite C, quei soldi dovrebbero servire a curare 50mila malati, quelli più gravi tra i circa 500mila ai quali è stata diagnosticata la malattia. Ma secondo alcune regioni l'80% di quel denaro è tolto dal fondo sanitario nazionale, e cioè non si tratterebbe di uno stanziamento apposito ma di una sorta di vincolo su una quota del finanziamento che ogni anno le amministrazioni locali ricevono da Roma. Il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin smentisce questa lettura.

Comunque sia, mercoledì, quando si è discusso della riduzione di oltre 2 miliardi e mezzo del fondo sanitario, o meglio del mancato aumento che era stato previsto, si è deciso di mettere la questione sofosbuvir e altri innovativi tra gli emendamenti all'accordo da firmare con il governo. Le regioni, guidate dal governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, hanno avanzato una proposta che prevederebbe l'inserimento di questo medicinale del meccanismo di "payback". Si tratta del sistema in base al quale se la spesa farmaceutica territoriale supera l'11,35% del fondo sanitario, cioè circa 12 miliardi di euro, metà dello sforamento viene pagato dall'industria farmaceutica. In questo caso, visto che già adesso il tetto viene raggiunto ogni anno, mezzo miliardo di euro non dovrebbero metterlo le regioni ma i produttori. Il ministro alla salute Beatrice Lorenzin su questo tema, però, è ferma. Non vuole abbandonare l'idea del fondo dedicato. "Il fondo per l'epatite C non si tocca - ha detto il ministro - Ho visto la proposta delle regioni. E' una follia. Io ho proposto un fondo per l'innovazione nella legge di stabilità per scorporarlo dal fondo sanitario nazionale. Togliere un miliardo ai farmaci innovativi significherebbe che i cittadini non avrebbero più, ad esempio, i farmaci oncologi né altri". Adesso bisogna vedere se le regioni hanno intenzione di forzare la mano, cosa che porterebbe allo scontro e metterebbe a rischio i rapporti fino ad ora buoni tra amministrazioni locali e ministero. Proprio nel periodo in cui tutti insieme devono affrontare nuovi tagli e chiudere il patto per la salute.

Fonte: repubblica.it

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