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Epatite C, nuovo inibitore di proteasi ottiene risposta virologica sostenuta nell'83 per cento dei pazienti

Nuovi dati presentati il 1° aprile in occasione dell’International Liver CongressTM 2011, il 46° Congresso Annuale dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL) in corso a Berlino, hanno evidenziato l’efficacia dell’inibitore di proteasi BI 201335 di Boehringer Ingelheim in monosomministrazione orale giornaliera, per il trattamento dell’epatite cronica C genotipo 1, (il più difficile da trattare), sia in pazienti naïve che in pazienti già in terapia.

I risultati dello studio SILEN-C1 mostrano elevate percentuali di Risposta Virologica Sostenuta (che rappresenta il principale parametro di efficacia della terapia) in pazienti naive al trattamento , ai quali è stato somministrato BI 201335 al dosaggio di 120mg o 240mg una volta/die in associazione all’attuale terapia standard, ovvero interferone pegilato (PegIFN) e ribavirina (RBV). Per l’87% dei pazienti la durata complessiva del trattamento si è ridotta da 48 a 24 settimane.
Anche nello studio SILEN-C2, BI 201335 alla dose di 240mg una volta/die ha ottenuto risultati molto interessanti, in pazienti che non avevano risposto alla precedente terapia standard.
“I risultati finali degli studi SILEN-C1 e 2 hanno dimostrato l’elevato potenziale di efficacia di questo inibitore di proteasi in monosomministrazione giornaliera in un’ampia popolazione di pazienti con Epatite C” - ha dichiarato ha dichiarato il Prof. Klaus Dugi, Senior Vice President Medicine del Gruppo Boehringer Ingelheim - “L’attuale terapia standard per l’Epatite C non è efficace in molti pazienti. Le percentuali di cura dell’infezione da HCV ottenute dagli inibitori di proteasi, quali BI 201335, evidenziano, invece, la possibilità di migliorare gli esiti terapeutici e di ridurre la durata complessiva della terapia nella maggior parte dei pazienti”.
“Boehringer Ingelheim in virtù, della sua lunga esperienza nel campo virologico, si dedica allo sviluppo di nuovi farmaci che possano migliorare il trattamento dei pazienti con Epatite C” - continua il Prof. Dugi- “BI 201335 rientra nell’importante portfolio di terapie contro l’HCV che stiamo studiando per migliorare l’attuale trattamento e aprire la strada a una terapia più semplice da gestire, più efficace e meglio tollerata”.

Informazioni sugli Studi
(Presentazione orale a EASL, Sessione Parallela: Sviluppo di Farmaci contro virus dell’Epatite C, 16:00-16:15, Abstract 60) SILEN-C1: Risposta Virologica Sostenuta (SVR) e Sicurezza di BI 201335 associato a Interferone Pegilato alfa 2a e Ribavirina in pazienti con Epatite cronica C di genotipo-1 naïve al trattamento. I risultati dello studio di Fase II SILEN-C1 mostrano che BI 201335 esplica una forte azione antivirale, con percentuali di SVR complessiva che raggiungono l’83% nel gruppo 240mg una volta/die (più terapia standard). I pazienti che hanno ottenuto una Risposta Virologica Rapida ed Estesa (eRVR, definita come viremia plasmatica inferiore a 25 IU/ml alla settimana 4 e viremia non più rilevabile alle settimane 8-20) sono stati ri-randomizzati alla settimana 24; e il 92% ha ottenuto una Risposta Virologica Sostenuta indipendentemente dalla durata della terapia standard (PegIFN/RBV).
Oltre all’elevata efficacia a tutti i dosaggi, BI 201335 una volta/die associato a terapia standard ha anche dimostrato di essere ben tollerato e sicuro. Gli eventi avversi dose-dipendenti più frequenti nei gruppi in trattamento con BI 201335 sono stati: disturbi gastrointestinali lievi, rash o fotosensibilità lievi e ittero derivante da iperbilirubinemia non coniugata isolata. I valori di Alanina Aminotrasferasi (ALT) sono migliorati in tutti i pazienti trattati con BI 201335 rispetto a placebo. E’ da notare che non sono stati riferiti casi di marcata anemia a nei gruppi attivi rispetto alla terapia standard. Gli studi di Fase III su BI201335 sono in preparazione.

(Presentazione orale a EASL, Sessione Parallela: Sviluppo di Farmaci contro virus dell’Epatite C,17:30-17:45, Abstract 66) SILEN-C2: Risposta Virologica Sostenuta e Sicurezza di BI 201335 associata a interferone pegilato Alfa-2a e ribavirina in pazienti con Epatite C cronica di genotipo-1 che non hanno risposto a PegIFN/RBV.
Lo studio di Fase II SILEN-C2 ha valutato la risposta virologica e la sicurezza dei diversi dosaggi di BI 201355 in pazienti che non avevano risposto alla precedente terapia con PegIFN/RBV della durata di almeno 12 settimane. I risultati hanno dimostrano che, in questo gruppo di pazienti molto difficile da trattare, la terapia con BI 201335 240mg una volta/die, in associazione a terapia standard è altamente efficace e ben tollerata. Come già osservato nello studio SILEN-C1, 3 giorni di trattamento di induzione (lead-in) con la terapia standard sono associati a una diminuita risposta virologica.

Gli eventi avversi dose-dipendenti più frequenti nei gruppi in trattamento con BI 201335 sono stati simili a quelli riscontrati in SILEN-C1. Eventi avversi seri o gravi sono stati riferiti con maggiore frequenza nel gruppo di pazienti trattati con dose di induzione (lead-in) e BI 201335 240mg due volte al giorno. Gli studi di Fase III su BI201335 sono in preparazione.

Fonte: italia-news.it

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