Epatite C: malati ricorrono al giudice per ottenere il farmaco
La richiesta: il ministero della Salute e l'azienda produttrice forniscano "immediatamente la cura completa" del farmaco Sofosbuvir
I malati di Epatite C vanno dal giudice per ottenere il superfarmaco che può salvare loro la vita ma costa in Italia 80mila euro: 2mila euro a compressa.
In alcune città, Roma, Parma e Milano, si stanno raccogliendo le adesioni per una sorta di class-action il cui obiettivo è quello di ottenere un provvedimento urgente dai Tribunali perché il Ministero della Salute e l'azienda produttrice forniscano "immediatamente la cura completa" del farmaco Sofosbuvi, "ponendo le spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale".
Gli avvocati Claudio Defilippi e Lorenza Squeri, nel loro ricorso per conto di alcuni malati ex articolo 700 del Codice di Procedura civile (quello teso a ottenere i provvedimenti d'urgenza) chiedono di "ordinare al Ministero della Salute, in persona del Ministro pro tempore, e in solido all'Azienda Farmaceutica Gilead Sciences, in persona del legale rappresentante pro tempore, l'immediata cessazione della condotta sino a questo momento posta in essere in danno" del malato". Cosa che può avvenire appunto fornendo il costoso farmaco.
"È bene, infatti, rilevare - scrivono - che in Italia l'unico farmaco attualmente esistente per curare il virus dell'epatite C ha un costo talmente alto ed esorbitante, pari a 80.000 euro da non poter essere acquistato dai malati, ciò costituendo una situazione altamente discriminatoria e di sfruttamento inaccettabile, a fronte altresì dell'ammontare radicalmente più basso (700,00 euro) cui ammonta il prezzo dello stesso farmaco in altri Paesi, quali l'India, la Turchia e l'Egitto".
Secondo gli esperti, l'Epatite C costa ogni anno più di un miliardo di euro alle casse dello Stato, ma la cifra potrebbe essere ridotta in pochi anni utilizzando su larga scala i nuovi 'superfarmaci'.
A sostenerlo i ricercatori di HCView, una rivista dedicata alla malattia che provoca 10mila morti all'anno. Solo qualche giorno fa, hanno sottolineato come le Regioni siano in ritardo nel fornire i nuovi farmaci. Francesco Mennuni dell'Università di Tor Vergata di Roma, ha spiegato che da uno studio emerge che la malattia comporta 407 milioni di euro di costi diretti e 645 milioni di indiretti, che comunque gravano sul bilancio statale.
"I costi - ha spiegato Mennuni - potrebbero essere abbattuti considerevolmente, fino a un terzo, entro 3-4 anni, utilizzando i nuovi farmaci in maniera sostenibile per il Sistema Sanitario Nazionale".
Fonte: ansa.it






















