Epatite C, l’appello dei Biologi a Fico: “La Campania parta subito con lo screening gratuito”

Un accorato appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, affinché la sanità regionale non resti indietro sul fronte della prevenzione. A lanciarlo è il senatore Vincenzo D’Anna, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), che chiede un intervento immediato per avviare lo screening gratuito contro il virus dell’Epatite C (HCV). Al centro della richiesta c’è l’utilizzo dei fondi stanziati dal decreto del ministero della Salute numero 162 dell’8 luglio 2021, un provvedimento recepito in sede di Conferenza Stato-Regioni il 29 dicembre 2025 che mette a disposizione risorse precise per la mappatura del virus sul territorio nazionale.
Secondo il presidente dei biologi italiani, il ritardo della Campania risulta ormai ingiustificato, soprattutto se confrontato con i passi avanti compiuti da altre amministrazioni locali. Realtà come la Puglia, l’Emilia Romagna, il Veneto e la Sicilia hanno già avviato da tempo il monitoraggio sulla fascia di popolazione nata tra il 1969 e il 1989. Ancora più incisiva è stata l’azione della Lombardia, che ha esteso la platea dei controlli fino ai nati del 1960 e ha inserito la riuscita dello screening dell’HCV direttamente tra gli obiettivi strategici e di valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie. D’Anna esprime forte perplessità sul perché, di fronte a questi modelli virtuosi, la macchina sanitaria campana sia rimasta ferma.
La situazione appare paradossale anche alla luce del fatto che nel 2023 era stata nominata un’apposita Commissione, con il compito specifico di disciplinare le modalità d’azione per il contrasto all’Epatite C. Per la FNOB è dunque arrivato il momento di superare le lungaggini e definire procedure regolamentari chiare, l’unico modo per far partire una campagna di screening su larga scala che possa intercettare tempestivamente l’infezione. D’Anna conclude invitando formalmente il governatore Fico ad ascoltare gli Ordini professionali e a ricevere le Federazioni delle professioni sanitarie, così da sbloccare un servizio che ritiene di fondamentale importanza per la tutela della salute pubblica e il diritto alla prevenzione dei cittadini campani.
Fonte: varese7press.it






















