Epatite C, Italia tra le prime in Europa per numero di pazienti
Roma, al via Simposio Internazionale Roche sulle Malattie Infettive (Irids 2012): diagnosi precoce e terapie guidate alla base della prevenzione del virus HCV. I dati anticipati da Affaritaliani.it
Si é aperta oggi a Roma la 4^ edizione dell’International Infectious Diseases Symposium (IRIDS 2012), il Simposio Internazionale sulle Malattie Infettive promosso e organizzato da Roche Diagnostics. La due giorni coinvolgerà più di 400 specialisti provenienti da Europa, Asia, Nord America e America Latina ed 11 esperti di calibro internazionale – quali Luc Montagnier, già Premio Nobel 2008 - in un’analisi completa delle nuove e più promettenti strategie di gestione delle patologie infettive che mettono a rischio la vita di molti pazienti al mondo, quali l’Epatite C e l’AIDS.
Fra gli interventi di apertura del Simposio Irids 2012 quello di Graham Foster, dal titolo “Epatite C – dal controllo alla cura. La storia completa della malattia: dalla trasmissione del virus alla cura”.
“L’Italia é fra i Paesi Occidentali con la più alta incidenza di pazienti affetti da HCV“, ha spiegato Graham Foster, Professore di Epatologia presso il Centro per le Malattie Digestive di Barts e alla London School of Medicine and Dentistry di Londra. “Nel mondo sono 200 milioni le persone affette da Epatite C, pari a 5 volte i pazienti affetti da HIV“.
E ancora: recenti dati riportati dal II National Workshop of Economics and Drugs in Hepatology (Roma, Febbraio 2012) rivelano che in Italia solo il 40% dei casi di HCV vengono diagnosticati, con ampi margini di miglioramento nello screening della malattia. All’Italia spetta, inoltre, il primato per numero di pazienti positivi al test dell‘HCV (Epatite C) in Europa. Il 3% degli italiani é entrato in contatto con il virus HCV ed i portatori sani della malattia nel nostro Paese sono circa 1,6 milioni.
Infine, un dato incoraggiante: l’incidenza del virus HCV, ovvero il numero di nuovi casi registrati ogni anno in Italia, é in calo. Dal 1985 al 2010 siamo passati da 5 a 2 pazienti infetti su una popolazione di riferimento di 100mila individui (*Fonte: ISTISAN, Istituto Superiore di Sanità), ma la malattia viene ancora diagnosticata ad un elevato numero di persone che hanno contratto il virus nei decenni scorsi, quando i meccanismi di trasmissione e diffusione della malattia erano meno monitorati.
Fonte: affaritaliani.it






















