Epatite C: un'emergenza che vede l'Italia in ritardo
L'Italia è il paese europeo con il più alto numero di persone affette da Epatite C, circa 1,8 milioni, e solo il 2% dei pazienti viene curato; inoltre ogni anno si verificano 10.000 decessi causati da cirrosi e tumori epatici e si eseguono oltre 1.000 trapianti di fegato, di cui almeno la metà causati dal virus Hcv. Sono questi alcuni dei dati presentati ieri (3 dicembre) a Roma al dibattito "Riflessioni sullo stato dell'arte dell'Hcv" organizzato dalla fondazione i-Think, presieduta dal senatore Ignazio Marino. Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, ha dichiarato «le epatiti in Italia rappresentano una dolorosa realtà cui purtroppo la politica non ha riservato la giusta attenzione agendo, come spesso capita, attraverso iniziative singole e slegate tra loro. Occorre invece che il tema sia affrontato con misure efficaci e coordinate». Prevenzione, disponibilità di farmaci e interventi legislativi, questi i 3 punti chiave per affrontare l'emergenza Hcv secondo gli esperti intervenuti al dibattito. Infatti, l'alta incidenza dell'infezione in Italia, esito dei contagi avvenuti nei decenni scorsi, attraverso l'uso di droghe per via iniettiva, rapporti sessuali non protetti, esecuzione di tatuaggi o piercing in condizioni igieniche non adeguate, oggi si può prevenire. I comportamenti a rischio sono noti e denunciati attraverso campagne d'informazione e sensibilizzazione. Ma l'infezione da Hcv si può e si deve contrastare soprattutto con le cure adeguate: un altro tasto dolente, dal momento che in Italia non sono ancora disponibili le due molecole più recenti e innovative, boceprevir e telaprevir, capaci di ottenere un tasso di risposte almeno doppie rispetto alla terapia standard. «Il ritardo nella commercializzazione dei nuovi farmaci per l'epatite cronica C - genotipo I» continua Marino «rischia di creare danni rilevanti per la salute dei pazienti che ancora sono privi dei trattamenti più efficaci. Più in generale l'Italia che ha il migliore sistema di governance (che dovrebbe facilitare tempi di accesso più rapidi) di fatto non definisce ancora il grado di innovatività dei farmaci e» conclude il Senatore «ilGoverno dovrebbe adottare al più presto un disegno di legge che cristallizzi i punti presenti nel Manifesto contro le Epatiti promosso dall'Alleanza contro l'epatite».
Fonte: doctornews.it






















