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Epatite C, De Biasi: rischio "turismo della disperazione". A Roma workshop sugli innovativi

«Sappiamo che ci sono Regioni che non erogano ancora il farmaco per l'Epatite C. Questo fenomeno alimenta il cosiddetto "turismo della disperazione": persone che da una Regione vanno in un'altra per avere il farmaco, una vergogna civile per il nostro Paese. Dopodiché amministrativamente la Regione chiede il rimborso a quella che non eroga. Un passaggio che, come minimo raddoppia i costi, se non di più, questo vuol dire sprecare una grande occasione». A denunciare le carenze dei servizio sanitari di alcune regioni italiane è la senatrice Emilia Grazia De Biasi, Presidente della XII Commissione permanente Igiene e sanità, Senato della Repubblica, durante il Workshop "Il governo dell'innovazione farmaceutica: modelli di governance equa e sostenibile dei farmaci oncologici innovativi ad alto costo", che si è tenuto a Roma presso la biblioteca del Senato.

Il 2016 potrebbe essere, tuttavia, l'anno della "svolta" per la Sanità Italiana, grazie alla riforma costituzionale. «Quello che abbiamo visto nei passati 15 anni è un contenzioso tra Stato e Regioni che non ha giovato alla salute degli italiani: ci sono Regioni che fanno bene, altre che fanno meno bene, altre che sono in difficoltà sia dal punto di vista economico-finanziario sia dei servizi - afferma il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi - La riforma costituzionale, riportando allo Stato la competenza esclusiva sulla Salute, fa chiarezza. Questo non significa che le Regioni non avranno la loro assoluta importanza nell'organizzare i servizi, ma lo Stato avrà maggiori possibilità di intervento dove le cose non vanno bene».

Nei prossimi anni è previsto un incremento dei costi dovuto alla cronicizzazione di malattie che prima portavano al decesso, «Se rimanesse tutto bloccato in 2 o 3 anni potremmo arrivare al collasso - afferma il presidente della XII Commissione Affari Sociali Mario Marazziti - tuttavia, questo mese arriverà in aula definitivamente un testo che la Commissione Affari Sociali ha perfezionato negli ultimi mesi, che sarà una svolta positiva a tutela di tutti gli operatori della salute, dei cittadini, e sarà uno strumento prezioso per ridurre sprechi e interventi non appropriati». I presenti alla conferenza hanno concordato su un punto, c'è bisogno di alimentare un fondo "ad hoc" per i farmaci innovativi, fondo che in realtà già esiste: «il famoso fondo per l'epatite C in realtà è un fondo destinato a tutti i farmaci innovativi», spiega Marcella Marletta, Direttore generale dei dispositivi medici, del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure del Ministero della Salute. Ma come alimentare questo fondo e come gestirlo?

Tra le soluzioni più "olistiche" citate, quella di spendere un centesimo in più a sigaretta, una proposta più simbolica che risolutiva, e tenuta come ultima alternativa a una serie di iniziative di natura organizzativa, come ad esempio «incorporare la spesa farmaceutica ospedaliera alla spesa ospedaliera generale in modo che l'aumento della spesa venga poi compensato economicamente da quelli che sono i costi evitati, e non agire a compartimenti stagni, farmaco da una parte e altre spese dall'altra», afferma Nicoletta Luppi, Presidente e amministratore delegato MSD Italia. «In alternativa si potrebbe incorporare solo la spesa farmaceutica oncologica», sottolinea Luppi.

Fonte: doctor33.it

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