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Epatite C cronica: la Commissione europea approva daclatasvir di Bristol-Myers Squibb in molteplici genotipi

• Daclatasvir, quando usato in associazione con sofosbuvir, è un regime tutto orale, da assumere una volta al giorno, che raggiunge percentuali di guarigione fino al 100%

• Daclatasvir + sofosbuvir offre potenzialmente la cura per un'ampia popolazione di pazienti con HCV, inclusi quelli con malattia epatica avanzata, quelli da infezione con genotipo 3 e pazienti falliti con un inibitore della proteasi


(1 settembre 2014) – Bristol-Myers Squibb ha annunciato che la Commissione europea ha approvato daclatasvir, un potente inibitore pan-genotipico del complesso di replicazione NS5A (in vitro), per l'uso in associazione con altri medicinali nei genotipi 1, 2, 3 e 4 per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) in pazienti adulti. Daclatasvir in associazione con sofosbuvir è un regime tutto orale senza interferone che ha fornito percentuali di guarigione fino al 100% negli studi clinici, inclusi pazienti con malattia epatica avanzata, con genotipo 3 e coloro che hanno precedentemente fallito il trattamento con inibitori della proteasi. Daclatasvir è il primo inibitore del complesso di replicazione NS5A approvato nell’Unione europea e sarà disponibile per l'uso in associazione con altri medicinali, consentendo una durata del trattamento più breve (12 o 24 settimane) rispetto alle 48 settimane del trattamento con regimi a base di interferone e ribavirina.


L’approvazione consente la commercializzazione di daclatasvir in tutti i 28 Stati membri della UE e fa seguito alla valutazione accelerata da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP), un iter riconosciuto per nuovi medicinali di maggiore interesse per la salute dei cittadini.

“L’HCV è un virus difficile da vincere e richiede molteplici modalità di attacco. Con l’approvazione di daclatasvir, abbiamo una nuova classe di farmaci che agisce sul virus in due modi – inibendo sia la replicazione che l’assemblaggio virale – e, quando combinata con altri farmaci, spesso porta a guarigione persino i pazienti più difficili da trattare”, ha affermato Michael P. Manns, MD, Professore e Chairman, presso il Dipartmento di Gastroenterologia, Epatologia ed Endocrinologia all’Hannover Medical School.


Fra i nove milioni di persone con HCV stimati in UE, il genotipo 1 è il più comune, anche se la sua distribuzione varia nel continente. Il peso della malattia epatica e delle altre morbilità legate all’infezione da HCV è significativo in Europa, dove all’HCV è riconducibile il 63% dei trapianti di fegato fra i pazienti con malattia epatica correlata al virus. I pazienti con importanti bisogni clinici non soddisfatti includono quelli con malattia epatica avanzata, fallimento di un inibitore della proteasi, genotipo 3, coinfezione da HIV e coloro che si sono sottoposti a trapianto di fegato.

“L’eradicazione dell’HCV è vicina e l’approvazione di daclatasvir in associazione con altri farmaci fornirà un’importante opzione per raggiungere la guarigione in molti genotipi di HCV e tipi di pazienti fra coloro che in Europa si trovano in un gravissimo bisogno di nuove scelte terapeutiche”, ha detto Emmanuel Blin, Head of Worldwide Commercialization, Bristol-Myers Squibb. “Siamo orgogliosi di aver scoperto, sviluppato e ora commercializzato questo inibitore del complesso di replicazione NS5A, primo nella sua classe. Prosegue la nostra collaborazione con le autorità sanitarie europee per assicurare quanto prima la disponibilità dei regimi basati su daclatasvir”.


L’approvazione di daclatasvir è supportata dai dati di molteplici studi, compreso uno “in aperto” (open-label) randomizzato in associazione con sofosbuvir nei genotipi 1, 2 e 3, inclusi pazienti che non hanno risposto a una precedente terapia con telaprevir o boceprevir e pazienti con fibrosi. I risultati hanno mostrato che l'associazione di daclatasvir con sofosbuvir ha consentito di raggiungere l’SVR12 (risposta virologica sostenuta 12 settimane dopo la fine del trattamento, guarigione “funzionale”) nel 99% dei pazienti con genotipo 1 non trattati prima, nel 100% dei pazienti con genotipo 1 che avevano fallito il trattamento con telaprevir o con boceprevir, nel 96% di quelli con genotipo 2 e nell’89% di quelli con genotipo 3.


Inoltre, il regime ha evidenziato basse percentuali di interruzione (<1%) dovute a eventi avversi (AEs). Il tasso di eventi avversi gravi (SAEs) era basso (4.7%). Gli eventi avversi più comuni erano astenia, cefalea e nausea. Negli studi clinici, i regimi basati su daclatasvir sono stati generalmente ben tollerati con basse percentuali di interruzioni. Gli studi su daclatasvir, in corso e completati, hanno incluso più di 5.500 pazienti in una serie di regimi tutti orali e con l’attuale standard di cura a base di interferone.


La sicurezza di daclatasvir nel trattamento dell’epatite C è stata dimostrata in diverse popolazioni che includono pazienti anziani, con malattia epatica avanzata, sottoposti a trapianto del fegato e con coinfezione da HIV. Nessuna problematica riguardo alla sicurezza è stata identificata in pazienti trattati con daclatasvir negli studi clinici e nel programma di accesso precoce. Diversi di questi studi sono in corso.

I regimi raccomandati e la durata del trattamento per la terapia di associazione con daclatasvir includono:



Genotipo HCV e popolazione di pazienti

Trattamento

Durata

Genotipo 1 o 4 senza cirrosi

Daclatasvir + sofosbuvir

12 settimane

Considerare di prolungare il trattamento a 24 settimane per pazienti con precedente trattamento incluso un inibitore della protesi NS3/4A.

Genotipo 1 o 4 con cirrosi compensata

Daclatasvir + sofosbuvir

24 settimane

Si può considerare di ridurre il trattamento a 12 settimane per pazienti non precedentemente trattati con cirrosi e fattori predittivi positivi come genotipo IL28B CC e/o bassa carica virale al basale.

Considerare di aggiungere ribavirina per pazienti con malattia epatica molto avanzata o altri fattori predittivi negativi come un precedente trattamento.

Genotipo 3 con cirrosi compensata e/o precedente trattamento

Daclatasvir + sofosbuvir + ribavirina

24 settimane

Genotipo 4

Daclatasvir + peginterferone alfa + ribavirina

24 settimane di daclatasvir in associazione con 24-48 settimane di peginterferone alfa e ribavirina.

Se il paziente presenta HCV RNA non rilevabile ad entrambe le settimane di trattamento 4 e 12, tutti i 3 componenti del regime devono essere continuati per una durata totale di 24 settimane. Se il paziente raggiunge HCV RNA non rilevabile, ma non ad entrambe le settimane di trattamento 4 e 12, daclatasvir deve essere sospeso a 24 settimane e peginterferone alfa e ribavirina continuati per una durata totale di 48 settimane.



Daclatasvir in monoterapia non è raccomandato. Il riassunto delle caratteristiche di prodotto sarà disponibile su www.ema.europa.eu. La disponibilità sul mercato di daclatasvir in UE sarà stabilita dai singoli Stati membri.

Epatite C

Nel mondo 150 milioni di persone sono colpite da epatite C e, di questi, si stima che 9 milioni vivano nell’Unione europea (UE). L’epatite C è una malattia causata da un virus che infetta il fegato ed è trasmessa per contatto diretto con sangue o emoderivati infetti. Fino al 90% delle persone affette da epatite C non elimina spontaneamente il virus e diventa cronicamente infetto. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 20% dei pazienti con epatite C cronica svilupperà cirrosi e circa il 5-7% di questi potrà morire per le conseguenze dell’infezione.

Il portfolio di Bristol-Myers Squibb in HCV

L’impegno della ricerca di Bristol-Myers Squibb è focalizzato su molecole in fase di sviluppo avanzato per offrire ai pazienti con epatite C il massimo valore possibile. Al centro della nostra pipeline è daclatasvir, un potente inibitore pan-genotipico del complesso di replicazione NS5A (in vitro), che continua ad essere studiato in regimi multipli di trattamento e in pazienti con co-morbilità.

Daclatasvir è stato recentemente approvato in Giappone in combinazione con asunaprevir, un inibitore della proteasi NS3/4A. Il regime Dual daclatasvir + asunaprevir in Giappone è il primo trattamento tutto orale, senza interferone e ribavarina per pazienti con infezione cronica da HCV genotipo 1, inclusi quelli con cirrosi compensata.

Le domande di autorizzazione per il regime daclatasvir Dual sono in corso di valutazione anche da parte della Food and Drug Administration (FDA), che ha assegnato lo status di revisione prioritaria e ha stabilito per il 30 novembre 2014 il termine per la revisione in base al Prescription Drug User Fee Act (PDUFA).

Nel 2014, l’FDA ha assegnato la Breakthrough Therapy Designation al regime sperimentale daclatasvir Dual di Bristol-Myers Squibb (daclatasvir e asunaprevir) come terapia di associazione nel trattamento dell’infezione da HCV genotipo 1b.

Nel 2013, anche il regime sperimentale tutto orale 3DAA di Bristol-Myers Squibb (daclatasvir/asunaprevir/BMS-791325) aveva ricevuto la Breakthrough Therapy Designation negli Stati Uniti, il che ha aiutato a velocizzare l’avvio del Programma di Fase III UNITY, attualmente in corso. Le popolazioni in studio comprendono pazienti naïve con e senza cirrosi e pazienti precedentemente trattati. Il regime daclatasvir 3DAA è in studio come combinazione a dose fissa, somministrata due volte al giorno.

Studi ulteriori su daclatasvir in combinazione con sofosbuvir sono condotti in pazienti con importanti bisogni clinici non soddisfatti, come quelli in attesa di trapianto e post-trapianto, i pazienti con co-infezione HIV/HCV e i pazienti con genotipo 3, nell'ambito del Programma di Fase III ALLY, attualmente in corso.

Bristol-Myers Squibb

Bristol-Myers Squibb è un’azienda biofarmaceutica globale, la cui mission è scoprire, sviluppare e rendere disponibili farmaci innovativi che aiutino i pazienti a contrastare malattie gravi. Per maggiori informazioni visita il sito http://www.bms.com o seguici su Twitter all’indirizzo http://twitter.com/bmsnews.

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