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Droghe: nei Servizi pubblici crollano i "test" per l’Hiv e le epatiti

 Redattore Sociale - Dire, 30 giugno 2009


Relazione al Parlamento. Si conferma la tendenza pluriennale a non effettuare più l’esame per il virus Hiv agli utenti dei Sert: nel 2008 è stato fatto a poco più di 4 su 10 e il 12% è risultato positivo.

Guardia abbassata sul fronte Hiv per i tossicodipendenti: c’è un trend in costante diminuzione per l’utilizzo del test Hiv tra gli utenti dei servizi pubblici, e quando viene fatto a farlo sono prevalentemente donne. Le situazioni critiche per maggior positività per Hiv e contemporaneo minor uso del test sono emerse in Emilia Romagna, Bolzano, Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria ma la stessa diminuzione di controlli riguarda anche i malati di epatite virale B e C. Questo è quanto emerge dalla annuale Relazione al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze, presentata questa mattina a Roma.


Secondo il rapporto sono circa 174 mila i soggetti presi in carico nel 2008 nei Servizi per le tossicodipendenze, fra questi ne sono stati esaminati più di 60 mila per individuare la presenza di infezione da Hiv e circa il 12% è risultato essere positivo. Per la relazione pubblicata dalla Presidenza del Consiglio, il resto della popolazione che usufruisce dei servizi del Ser.T. (ovvero circa il 58,7% del totale) non è stata esaminata nel corso dell’anno perché sono soggetti già diagnosticati come Hiv positivi negli anni precedenti (6.932 che rappresenta circa il 4,7% del totale) oppure sono utenti per i quali effettivamente il test non è stato effettuato.


La verifica della presenza di patologie infettive correlate all’uso di sostanze stupefacenti nelle persone assistite dai Ser.T. ha interessato negli ultimi 17 anni, dal 1991 al 2008, una percentuale di soggetti costantemente decrescente. Relativamente alla presenza dell’infezione da Hiv la percentuale di soggetti sottoosti a test sierologico è diminuita di oltre il 20%, passando da un valore del 60% circa rilevato nel 1994 al 39% circa osservato nel 2008.

Lo studio delle patologie infettive correlate ha potuto determinare che vi è una tendenza ormai pluriennale a non testare gli utenti in trattamento per le principali infezioni quali quella da Hiv, Epatite C e B. La scarsità di utilizzo del test si conferma anche per l’epatite B ed in questo contesto le Regioni con minore uso del test per Hbv sono Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Basilicata. Per contro, le Regioni con maggior positività all’Hbv sono Bolzano, Abruzzo, Sardegna, Emilia Romagna.

Da segnalare è la riduzione dei ricoveri per epatite B. Un aspetto da evidenziare è il rilevamento di ricoveri per uso di barbiturici, particolarmente osservati in soggetti in età avanzata, oltre i 65 anni. Si registrano anche ricoveri per cannabis, con particolare rilevanza dei ricoveri per psicofarmaci nelle femmine. Le classi di età più frequenti nei ricoveri per le diverse sostanze sono state: cannabis 20-24 anni, cocaina 30-39 anni, oppiacei 35- 44 anni, psicofarmaci 40-44 anni.


Fonte: ristretti.it

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