Donna muore, s’indaga su trasfusioni sospette
I fatti risalgono alla fine degli anni ’70 quando la vittima, di Corridonia, fu sottoposta ad un intervento chirurgico.
Agli inizi del Novanta la scoperta del contagio da virus dell’epatite C
L’inchiesta avviata dalla procura dopo un esposto dell’avvocato Pietro Antonio Siciliano
Donna muore, s’indaga su trasfusioni sospette
Macerata - Una trasfusione di sangue infetto sarebbe costata la vita a una donna di 68 anni residente a Corridonia. Sul caso indaga la Procura di Macerata, che ha aperto un'inchiesta al fine di accertare eventuali responsabilità penali.
Una storia tragica, che inizia alla fine degli anni Settanta. La donna - all'epoca quarantenne - si era sottoposta a un intervento chirurgico in un ospedale della provincia. E nell'ambito del trattamento medico venne sottoposta ad alcune trasfusioni di sangue.
L'operazione venne eseguita a regola d'arte ma stranamente, la donna, dopo un po' di tempo iniziò a sentirsi male. Disturbi, debolezza, nausea, fatica.
Con il trascorrere degli anni la situazione divenne insopportabile. Così decise di sottoporsi a una serie di controlli. E nei primi anni Novanta, a seguito di un apposito test, i medici le diagnosticarono l'epatite C (infiammazione del fegato causata da uno specifico virus).
Per la donna fu un autentico dramma. Successive analisi permisero di accertare che la malattia era stata causata da una trasfusione di sangue infetto. Da quel momento la signora di Corridonia iniziò a sottoporsi a continui controlli e cure. Ma il suo stato di salute stava diventando sempre più critico.
La situazione precipitò nel novembre del 2005, quando la donna morì. A seguito del decesso, i familiari si sono rivolti al loro avvocato di fiducia, Pietro Antonio Siciliano, che ha presentato un esposto alla Procura di Macerata per omicidio colposo ed eventuali ulteriori ipotesi di reato.
Ad aprire un fascicolo sulla vicenda era stato il sostituto procuratore Cristina Polenzani, ma oggi a coordinare l'inchiesta è il pm Antonella Redaelli, che indaga in collaborazione con gli agenti della polizia giudiziaria del tribunale.
Gli inquirenti avrebbero acquisito le cartelle cliniche e tutta la documentazione relativa al percorso di cura della donna. Un'indagine particolarmente complessa visto che dalla trasfusione incriminata sono passati circa 30 anni.
L'avvocato Siciliano, dal canto suo, ha allegato all'esposto certificati medici che attestano lo stato di malattia della vittima. Il legale ha anche evidenziato al magistrato l'opportunità di effettuare accertamenti nei confronti di chi doveva vigilare sull'assenza di infezioni nel sangue destinato alla trasfusione.
Resta il fatto che in Italia nella fine degli anni Settanta e in modo particolare nella prima metà degli anni Ottanta, si registrarono numerosi casi di contagio di Aids ed Epatite, tant'è che dopo qualche anno partirono i relativi procedimenti giudiziari (la prima indagine fu della Procura di Trento) relativi all'autorizzazione dell'utilizzo - a causa di mancanza di controlli - di partite di sangue scopertosi poi infetto.
Il governo nel 1992 approvò una legge sul danno biologico per sancire un indennizzo alle persone che avevano contratto l'Aids o l'Epatite C in seguito a trasfusioni. Venne però limitato l'intervento dello Stato nei confronti dei contagiati, escludendo così dializzati, trapiantati e contagiati da strumenti contaminati.
L'alta percentuale di gravi malattie infettive nei soggetti trasfusi portò poi ad ulteriori controlli sul sangue del donatore tendenti ad evitare ogni rischio. Proprio per questo, oggi, le trasmissioni di sangue sono considerate sicure e l'allarme è totalmente rientrato.
Purtroppo però c'è ancora chi paga le conseguenze dello scandalo delle trasfusioni che aveva visto coinvolti a vario titolo anche esponenti politici di spicco. Stabilire in quale contesto inquadrare la morte della donna di Corridonia toccherà alla Procura di Macerata. L'inchiesta è ancora in fase istruttoria. Il pm dovrà decidere se chiedere l'archiviazione del fascicolo o firmare l'avviso di chiusura delle indagini preliminari.






















