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Cuneo, intervento del referente della Regione Piemonte

Marzo 2018

VII Giornate Gastroepatologiche CuneesiVenerdì 2 e sabato 3 marzo si è tenuto a Cuneo il convegno “VII GIORNATE GASTROEPATOLOGICHE CUNEESI” dedicato alle più importanti e attuali tematiche sulla gastroenterologia, endoscopia ed epatologia.

Tante le personalità del panorama piemontese ma anche nazionali presenti, che hanno discusso sui temi più importanti in ambito clinico e organizzativo d’oggigiorno, spaziando dall’endoscopia alle problematiche epatiche più importanti, prime tra tutte l’encefalopatia epatica e, ovviamente, l’epatite c. Proprio riguardo a quest’ultima si è discusso relativamente alle straordinarie possibilità terapeutiche oggi disponibili, ma soprattutto dei modelli organizzativi in essere, delle criticità e necessità di implementazione e miglioramento, ma anche degli esempi “virtuosi” che in piemonte non mancano.

Al convegno era presente anche Epac, nella persona del Sig. Saverio Ventura, referente regionale, che negli ultimi due anni si è rivelato preziosissimo non solo per l’aiuto e supporto dato a tantissime persone, ma anche per la straordinaria collaborazione instaurata con i vertici regionali, che ha prodotto tantissimi risultati utili e positivi, che hanno reso possibile l’enorme passo in avanti nella lotta all’epatite C in piemonte. Ventura ha raccolto questo riconoscimento, così come quelli rivolti all’associazione nel suo complesso per l’enorme lavoro sinora svolta e che ha portato a straordinari risultati.

Ovviamente tanto c’è ancora da fare, diversi gli elementi di criticità da affrontare ma che grazie proprio al dialogo costruttivo tra pazienti, clinici e istituzioni siamo certi arriveranno presto a soluzione.

L’intervento di Ventura è stato chiaro e preciso, rispecchiando le priorità di azione e di intervento portate avanti dall’associazione su tutto il territorio nazionaleIntervento di Ventura

  • Occorre fare luce sul lavoro nei vari centri autorizzati, per rilevare eventuali anomalie prescrittive, ovvero capire quali sono i centri che vanno “incoraggiati” a incrementare il numero di trattamenti, ma anche supportare quelli che hanno dato prova di enorme impegno ma che si trovano limitati dalle “risorse” di personale.
  • È necessario mettere in campo un’indagine accurata di cosa avviene fuori dai centri autorizzati, in particolare in tutti quei centri specialistici ma non autorizzati a prescrivere i nuovi farmaci, dove potrebbero trovarsi centinaia di pazienti in attesa di una risposta al proprio bisogno di salute.
In virtù di queste informazioni, delineare delle azioni di intervento che mirino eventualmente ad incrementare, se necessario, il numero di strutture autorizzate, ma nel contempo definire un percorso chiaro e tassativo per convogliare tutti i pazienti nelle strutture autorizzate, stabilendo nel contempo anche delle “sanzioni” per chi non dovesse rispettarle.

È assolutamente necessario, del resto, creare una rete integrata che coinvolga non solo le strutture autorizzate, ma ogni realtà del territorio, dai centri non autorizzati, ai medici di medicina generale, senza assolutamente dimenticare centri per le dipendenze ed istituti di detenzione, che rappresentano mai come oggi i 2 serbatoi sui quali è necessario intervenire con azioni programmatiche decise per poter davvero procedere verso l’eliminazione dell’epatite c.

Non meno importante, è chiarire, infine, delle precise regole per il follow up dei pazienti guariti, che indichino senza dubbi o interpretazioni la necessità di proseguire il monitoraggio in strutture specializzate per chi ha un danno epatico serio, e viceversa, riportare la gestione del paziente con danno modesto- assente nelle mani della medicina del territorio.

Tutte azioni che, come ha sottolineato Ventura e come Epac propone da sempre, dovrebbero essere ratificate in documento unico nazionale, un PDTA unico e standardizzato, che assicuri percorsi certi ma soprattutto eguali per tutti i pazienti su tutto il territorio nazionale.

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