Convegno: sconfiggere l'epatite C
Robert Gallo apre corso internazionale all’Università di Firenze mercoledì 9 marzo alle 17 in Aula magna, presenti i maggiori esperti mondiali della materia.
Il virus dell’epatite C (HCV) si può sconfiggere. E’ il messaggio del “Primo corso internazionale di Epatologia traslazionale”, in programma dal 9 al 12 marzo a Firenze per iniziativa del MASVE, centro di ricerca dell’Ateneo fiorentino sulle manifestazioni sistemiche da virus epatitici, in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi e sotto l’egida della Fondazione Italiana per lo studio del fegato (ILF).
Ad aprire i lavori mercoledì 9 marzo alle ore 17 (Aula magna, Piazza S. Marco, 4) sarà Robert Gallo, a cui si devono varie importanti scoperte, tra cui l’identificazione del virus dell’AIDS (insieme con Luc Montaigner) e la scoperta del virus della leucemia a cellule T dell’uomo (human T-cell leukemia virus –HTLV). Gallo, introdotto dal direttore dell’Istituto Toscano Tumori Lucio Luzzatto, terrà una lezione su “Virus e Cancro”.
Il Corso - presieduto da Anna Linda Zignego e Giacomo Laffi, presidente onorario Paolo Gentilini - proseguirà nei giorni successivi (a partire dalla mattina di giovedì 10, ore 9 - Nuovo Ingresso Careggi - Largo Brambilla, 3) con una lettura del preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Gian Franco Gensini su “Approccio all’epatologia secondo l’HTA”.
Fra le innovazioni che saranno presentate nel corso, la descrizione di nuove molecole anti-HCV, di prossimo ingresso sul mercato, e la comunicazione dei risultati, anche inediti, delle sperimentazioni sull’uomo sino ad oggi effettuate. Sarà anche illustrato un nuovo test non invasivo - basato su modernissime metodiche di screening genomico ed eseguibile con un semplice prelievo del sangue - che risulta in grado di dare indicazioni importanti sulla predisposizione di un paziente a rispondere alla terapia anti-HCV.
“Questo evento internazionale è organizzato dal centro d’ateneo MASVE – spiega Anna Linda Zignego – E’ un Centro che svolge attività di ricerca e assistenza e cura oltre 2000 pazienti in buona parte provenienti da altre regioni. Il centro è stato il primo in Toscana a testare, nell’ambito di protocolli internazionali, le nuove molecole antivirali contro l’HCV, come pure il nuovo test, che viene effettuato da un anno nel laboratorio del Centro. Ricordo anche che le prime osservazioni a proposito dell’HCV come virus capace di infettare le cellule linfatiche, e quindi come virus potenzialmente in grado di dar luogo a malattie del sistema linfatico, siano state effettuate proprio dal gruppo di ricerca afferente al centro. In particolare le osservazioni iniziali sull’associazione fra HCV e linfomi (tumori del sistema linfatico) nell’uomo sono state effettuate in Toscana grazie ad una collaborazione del Centro fiorentino con il gruppo del prof. Ferri di Pisa”.
L’infezione HCV, che interessa 170 milioni di persone nel mondo (2 milioni solo in Italia), è possibile causa non solo di malattie del fegato, ma anche di complesse patologie extraepatiche e di due tipi di tumori, epatici e linfatici; la malattia epatica terminale secondaria all’infezione da virus C rappresenta la prima indicazione al trapianto di fegato nel mondo occidentale. Si tratta, però, di una infezione che, se affrontata nei tempi e con le modalità giuste, può essere definitivamente eliminata.
Fra i relatori del Corso figurano alcuni fra i nomi di maggior rilievo a livello internazionale nel settore: Carlo Ferrari di Parma, Mario Mondelli di Pavia, Diego Vergani di Londra, Sergio Abrignani di Milano, Massimo Colombo di Milano, Massimo Levrero di Roma, Giovanni Raimondo di Messina, Melanie B. Thomas di Charleston, Andrew K. Burroughs di Londra, Cirylle Feray di Nantes, Luigi Buonaguro di Napoli, Gabriele Pozzato di Trieste, Domenico Sansonno di Bari, Raphael Esteban di Barcellona, Ferruccio Bonino di Pisa, Alfredo Alberti di Padova, Claudio Puoti di Roma, Erica Villa di Modena, Savino Bruno di Milano, Daniele Prati di Lecco, David L. Thomas di Baltimora, Alessandra Mangia di S. Giovanni Rotondo, Valli de Re del Centro Oncologico di Aviano, oltre a Carlo Giannini, Laura Gragnani e Antonio Petrarca del Centro ospitante.






















