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Cellule "Double-face" target per la cura del virus

(AGI) - Chicago, 25 nov. - Un farmaco sperimentale ha curato le cavie in laboratorio infettate con un virus letale che causa febbre emorragica e ora gli scienziati sperano di poterlo usare sull'uomo per curare una serie di malattie virali come l'influenza, l'epatite C, l'Hiv, l'Ebola, la rabbia e altre ancora. "Si tratta di una strategia completamente nuova per la realizzazione di farmaci antivirali", ha dichiarato il Dr. Philip Thorpe, professore di farmacologia allo University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, la cui ricerca appare sulla rivista "Nature Medicine". Invece di attaccare il virus direttamente, il nuovo farmaco, chiamato bavituximab e prodotto dalla Peregrine Pharmaceuticals, sfrutta un meccanismo di difesa usato dal virus per sfuggire al sistema immunitario, ha spiegato Thorpe. Quando le cellule del corpo vengono attaccate da un virus, la condizione di stress fa si' che una molecola di grasso chiamata fosfatidilserina, che normalmente risiede nell'interno della cellula, si sposti all'esterno. "E' come indossare gli abiti al contrario", ha detto Thorpe, che e' consulente scientifico della Peregrine. Il bavituximab, un anticorpo geneticamente modificato, cerca e si attacca a queste cellule "double-face", segnalandole al sistema immunitario che parte all'attacco degli intrusi. "Quando viene iniettato nel sangue, il bavituximab circola nel corpo finche' trova questi lipidi che si sono spostati sull'esterno delle cellule e si lega a loro", ha dichiarato Thorpe. "Nel caso delle infezioni da virus, questo legame rappresenta un segnale d'allarme per il sistema immunitario e spinge i globuli bianchi ad attaccare le cellule infette". Thorpe ha spiegato che finora i farmaci antivirali cercano di sfruttare qualche debolezza dei virus ma spesso sono resi inefficaci dal fatto che i virus si adattano e mutano. Prendendo di mira invece un aspetto delle cellule infettate nell'organismo ospite, secondo lo scienziato, il bavituximab ha minori probabilita' di perdere la sua efficacia, nonostante le mutazioni del virus. Nello studio Thorpe, insieme ai colleghi, ha testato il composto su cavie affette da febbre di Lassa in stato avanzato (una malattia presente nell'Africa occidentale). Meta' degli animali curati con il solo bavituximab sono guariti. Quando i ricercatori hanno provato il farmaco insieme a un antivirale gia' esistente, il ribavirin, che impedisce la replicazione dei virus, il 63% delle cavie e' sopravvissuto. Secondo Thorpe il bavituximab puo' essere efficace contro molte malattie virali. La Peregrine sta conducendo trial clinici di fase iniziale su persone con epatite C e Hiv e ha avviato trial piu' avanzati in pazienti malati di cancro. "Pensiamo che il farmaco abbia un potenziale enorme", ha dichiarato Steven King, presidente e chief executive della Peregrine. La ricerca e' finanziata dalla Peregrine insieme al National Institutes of Health americano.

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