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Malattie autoimmuni

Brescia, allarme viados malati di HIV e HCV

 

(d.s.) “Prosegue il nostro impegno per debellare una piaga sociale come quella della prostituzione che porta soldi alla criminalità e rende molte donne in schiavitù”, ha sottolineato il vicesindaco ed assessore alla sicurezza Fabio Rolfi, mostrando i risultati allarmanti di un’indagine del comune di Brescia sullo stato di salute dei transessuali che si prostituiscono in città, sia per strada che in appartamento.

Rolfi ha fornito i dati di quella che potrebbe essere definita un’emergenza sanitaria: di 44 transessuali, fermati durante i controlli della polizia locale dall’ 1 al 20 settembre, tutti stranieri e in gran parte senza documenti in regola, ben 19 erano affetti da Hiv, cinque da epatite C, quattro sono malati di tubercolosi e, infine, uno di scabbia.

E’ bene che la comunità sappia il pericolo che questi viados malati rappresentano, delle vere e proprie bombe sanitarie cariche di problematiche, nei confronti dei quali le forze dell’ordine sono praticamente impossibilitate ad intervenire”, ha proseguito il vicesindaco. Spiegando che, una volta controllati, per i trans malati diventa praticamente impossibile l’espulsione.

I paesi di origine non li vogliono in quanto non ci sono accordi bilaterali e noi siamo costretti a lasciarli liberi perché anche i centri di identificazione ed espulsione non sono attrezzati ad ospitare transessuali malati che, per ovvie ragioni sanitarie, non possono stare con tutti gli altri”, ha aggiunto il vice-sindaco che, a giorni, invierà una lettera al ministro Maroni, affinché i centri di espulsione vengano attrezzati al caso.

Inoltre", ha concluso il responsabile cittadino della Sicurezza, "queste persone vengono a pesare interamente sulla comunità che è costretta a pagare le loro carissime cure anche se sono clandestini”.

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