Ass. pazienti, epatite in prossimo piano sanitario (ANSA)
MILANO, 18 GIU - Riconoscere le epatiti croniche di tipo B e C come un problema da affrontare con urgenza ma anche inserirle nel prossimo piano sanitario nazionale, e pianificare campagne di prevenzione. Sono le richieste che rivolge al Governo Ivan Gardini, presidente dell'associazione di pazienti con epatite (Epac).
''Da almeno otto anni chiediamo a ogni Governo degli interventi, delle proposte di legge e stanziamenti economici adeguati - spiega Gardini - le epatiti hanno tutti i numeri, per esempio in termini di mortalita', per essere inserite come capitolo all'interno del Piano sanitario nazionale: basti pensare che, se ad esempio si trattassero con successo tutti i malati con epatite cronica di tipo C, i casi di epatocarcinoma potrebbero essere quasi dimezzati, come ha affermato l'Associazione italiana per lo studio del fegato''. Per quando riguarda invece l'epatite B, in Italia dagli anni '90 e' stata introdotta la vaccinazione, che e' gia' arrivata a coprire il 90-95% dei candidati all'infezione. ''Sfortunatamente - aggiunge Massimo Colombo, epatologo dell'ospedale Maggiore Policlinico di Milano - la popolazione con piu' di 29 anni (che aveva cioe' piu' di 12 anni nel 1991) non ha ricevuto la protezione, e quindi molti milioni di italiani sono formalmente esposti al rischio di contrarre l'epatite B''. Attualmente sono 1,8 milioni gli italiani contagiati dall'epatite C; sono 500 mila, invece, i portatori cronici del virus dell'epatite B, ma il loro numero e' destinato a crescere anche a causa dell'immigrazione dai Paesi in cui questa epatite e' endemica (tra gli altri, Asia, Africa, Europa Orientale e Stati dell'Ex Unione Sovietica).
(ANSA). KXP






















