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L'epatite C - HCV

L’epatite C (dal greco “hepato”, fegato, e “itis” infiammazione) è un’infiammazione del fegato causata da un virus denominato HCV.

Prima dell’identificazione del virus, avvenuta nel 1989, l’epatite C era definita come “non A non B”.

L’HCV attacca preferenzialmente il fegato, attraverso l’attivazione del sistema immunitario dell’ospite, provocando danni strutturale e funzionali anche molto gravi.

Nello specifico l’infezione causa la morte delle cellule epatiche (necrosi epatica), che vengono sostituite da un nuovo tessuto di riparazione-cicatrizzazione, cosi da determinare il processo di fibrosi epatica. A lungo andare questo tessuto di cicatrizzazione sostituisce tutta o quasi la componente sana del fegato, da cui deriva una grave compromissione delle sue attività evolvendo come ultimo stadio alla cirrosi epatica.

A. Gasbarrini, 2006

In Italia, La diffusione dei virus HCV ha toccato la massima intensità tra gli anni 60 e la metà degli anni 80. Da tale periodo è iniziato un declino della incidenza di infezioni legato principalmente alle migliori conoscenze delle vie di trasmissione, alla diffusa adozione di materiali medici monouso e, più in generale, all’elevarsi del livello igienico sanitario.

Ciò detto, L’infezione da HCV ha generato un numero cospicuo di portatori cronici del virus a causa dell’elevato tasso di cronicizzazione.

Si può affermare che sebbene una stima precisa della prevalenza di anti-HCV non esiste, è verosimile che circa il 3 % della popolazione italiana è venuta a contatto con il virus, e circa 1.000.000 siano i pazienti portatori cronici del virus.

Di questo esercito di persone contagiate, molti sono già deceduti, altri sono alle prese con le nefaste conseguenze delle sue complicazioni (epatite cronica, cirrosi e tumore del fegato), altri riescono a controllarne il decorso che si evolve in maniera più o meno benigna, ma molti altri non hanno ancora scoperto l’infezione.

Quanti sono ancora questi soggetti inconsapevoli di avere contratto una infezione cronica? Nessuno lo sa con certezza, e nessuno è in grado di fornire stime attendibili.

Ci dobbiamo quindi confrontare con dati attendibili ricavati dai pazienti che hanno già scoperto l’infezione da HCV e ne esce un quadro poco confortante:

l’epatite C, in Italia, è la causa principale

delle epatiti croniche
delle cirrosi
dei tumori al fegato
dei trapianti di fegato
dei decessi di malati di AIDS (coinfetti)



Ovvero, l’epatite C causa il maggior numero di decessi tra le malattie infettive trasmissibili.

L’Istituto Superiore di Sanità segnala che attualmente le principali modalità di trasmissione sono quelle nosocomiale, la tossicodipendenza, trattamenti estetici, tatuaggi e piearcing effettuati in ambienti non adeguatamente sterilizzati e che le nuove infezioni sono attualmente diminuite ma nell’ipotesi più ottimistica ogni anno si verificano circa 1000 nuovi casi di epatite da virus C*.

Non ci sono dubbi, quindi, che nei prossimi 5-10 avremo a che fare con le complicanze della malattia HCV relata, tradotto in una crescente domanda di trapianti di fegato e trattamenti per l’epatocarcinoma.


*A. Mele, Epatite C: nuovi scenari clinici e terapeutici.
atti del Convegno Epidemiologia dell’epatite da virus C in Italia ISTISAN 06/12, 2006.

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