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Il progetto ENEHIDE

Cos’è ENEHIDE?

Trasformare il carcere in un luogo di educazione e informazione sul pericolo di infezione da Epatite C e rompere così la catena del contagio: questo è l'obiettivo di ENEHIDE (EducazioNE e prevenzione sull’HCV negli Istituti Detentivi), un progetto pilota avviato il 24 marzo e che si svolgerà nella Casa Circondariale di Viterbo.

Il progetto ha come obiettivo la realizzazione di un percorso standardizzato di informazione e prevenzione sull’epatite C, sulle modalità di contagio, ma anche su abitudini, usi e precauzioni da adottare per ridurre il rischio di trasmissione all’interno delle realtà detentive, coinvolgendo il personale sanitario, la polizia penitenziaria, oltre alle persone detenute.

ENEHIDE è promosso dall’Associazione EpaC Onlus e SIMSPe Onlus (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria) ed è patrocinato dal Ministero della Giustizia, dal Consiglio regionale del Lazio e dall’Asl di Viterbo.

Perché ENEHIDE

Il tema della salute in carcere è di sicuro interesse quando si parla di sanità pubblica, in quanto gli Istituti penitenziari costituiscono un potenziale serbatoio di infezione e al tempo stesso un’occasione irripetibile per i servizi di raggiungere popolazioni hard to reach e hard to treat (difficili da raggiungere e difficili da curare).

In Italia sono circa 56 mila le persone in detenzione, con un flusso che aumenta il numero totale di persone presenti all’interno degli istituti penitenziari a circa 95 mila.

La dimensione della problematica sanitaria è immediatamente comprensibile a tutti se si considerano le stime sulla diffusione dell’HCV tra questi soggetti: fino ad 1 detenuto su 3 è può essere affetto da Epatite C, spesso inconsapevolmente.

Risulta pertanto fondamentale tener conto e stabilire azioni programmatiche di gestione e di intervento su questa popolazione anche e soprattutto perché l’epatite C è un problema di salute collettiva: si tratta di persone che una volta tornate in libertà rientreranno nella società ed è importante che siano consapevoli dei rischi connessi a determinati comportamenti e della possibilità di prevenire il diffondersi dell’infezione.

In tale ottica, l’intervento terapeutico sul singolo si tramuta in un’azione di sanità pubblica.

ENEHIDE non vuole però rivolgersi soltanto alle persone detenute, ma coinvolgere tutti coloro che “ruotano” intorno alla realtà detentiva, come il personale Sanitario e quello della Polizia Penitenziaria che, per le sue specialistiche funzioni, svolge un ruolo ad alta valenza sociale che va oltre gli aspetti connessi alla sicurezza.

Appare quindi chiaro che, per poter raggiungere il risultato auspicato è indispensabile operare su tutte le componenti della realtà detentiva.

Ma ENEHIDE non si pone soltanto l’obiettivo di informare e formare, attraverso gli incontri e la distribuzione di materiale informativo, ma di fornire gli strumenti materiali e pratici per interrompere la catena del contagio all’interno degli Istituti penitenziari Italiani.

Dove e quando?

Il progetto Pilota ENEHIDE si svolgerà all’interno della Casa Circondariale di Viterbo, a partire dal 24 marzo, data del primo incontro di presentazione del progetto.

Sono previsti circa 20 incontri e avrà la durata di 6 mesi.


Questo progetto è stato realizzato grazie a un contributo incondizionato di Bristol-Myers Squibb

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