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Un portatore di epatite C può stipulare una assicurazione sulla vita?

Un portatore di epatite C può stipulare una assicurazione sulla vita?


Intervista al Rag. Marco Brognoli


Iscrizione RUI A000123181



Abbiamo notato ultimante un incremento delle richieste da parte di pazienti e familiari sull’argomento delle Assicurazioni Private. Con ciò intendiamo Assicurazione sulla Vita, di Fondo Pensione, Polizza Infortuni ecc.

Abbiamo chiesto ad un Agente di Assicurazione, il Rag. Marco Brognoli,  quali possono essere le difficoltà nell’accesso ad una di queste polizze per un portatore di Epatite C.


Ragionier Brognoli, che problematiche potrebbe riscontrare un portatore di Epatite C nella stipula di  un assicurazione sulla vita?


Le polizze sulla vita sono talmente variegate che in questa sede è impossibile spiegarle tutte, per sintetizzare le riassumeremo in due grandi categorie:


1) Polizze di accantonamento e/o capitalizzazione dove l’Assicurato ha come fine ultimo il raggiungimento di un capitale o di una rendita per far fronte ad esigenze future (la pensione, l’acquisto di un bene di un certo valore, un capitale per far studiare i figli  o semplicemente per essere al riparo da imprevisti).

In questo caso generalmente non ci sono difficoltà perché Le Compagnie, in caso di premorienza, si limitano a considerare il contratto come se fosse durato fino a quel momento, rimborsando quindi il capitale e gli interessi maturati (la definizione tecnica è controassicurazione) senza richiedere preventivamente notizie sullo stato di salute dell’Assicurando.


2) Nel caso in cui invece si voglia stipulare una cosiddetta “Temporanea Caso Morte” cioè un contratto che assicuri capitale consistente agli eredi in caso di premorienza dell’Assicurando  sia per infortunio che per malattia a fronte di un esborso contenuto, le Compagnie richiedono (fino ad un importo di 100.000,00 / 200.000,00 euro) un questionario sanitario con cui l’Assicurando descrive il quadro completo e veritiero sul suo stato di salute per la valutazione del rischio, che potrà essere assunto o meno a giudizio della Compagnia; per capitali più elevati (oltre 150.000,00 / 200.000,00 euro) poi è obbligatoria la presentazione di visite mediche ed esami che variano in base all’età dell’Assicurando e dei capitali richiesti.


E’ evidente che più le patologie sono serie, più ci saranno difficoltà ad ottenere una copertura assicurativa, però in certi casi è possibile l’assunzione del rischio con una maggiorazione del premio richiesto. Le Compagnie che operano nel ramo vita, infatti, hanno da tempo creato un “Consorzio Rischi Tarati” proprio per valutare ogni singolo caso e cercare di non rifiutarlo.


Il danno al fegato prodotto dal virus HCV può essere molto variabile: esistono portatori del virus senza danno epatico, così come pazienti in cirrosi epatica o  trapiantati di fegato. Immaginiamo che nella stipula di un Assicurazione ne venga tenuto conto. Esiste la possibilità di una copertura assicurativa anche nei casi più gravi?


Le Compagnie si affidano generalmente a liberi professionisti, medici esperti che valutano la documentazione medica che viene fornita dall’Assicurando esprimendo il loro parere sull’assunzione o sul rifiuto di assumere il rischio.

Teoricamente quindi esiste la possibilità di assumere tutti i rischi, anche quelli più gravi; la mia personale esperienza dice che purtroppo non è così.

Il “mercato” malattia è ancora troppo esiguo (in Italia) perché le Compagnie possano permettersi di assumere rischi troppo gravi; in futuro se le polizze malattie si diffonderanno in numeri interessanti, sicuramente le Compagnie assumeranno rischi che attualmente rifiutano.


Il virus dell’epatite C, fortunatamente, non si trasmette così facilmente in ambito familiare. Una assicurazione tiene conto di una convivenza con un portatore di Epatite C?


Premesso che stiamo parlando di polizze non obbligatorie per legge e che quindi ogni Compagnia è libera di applicare le condizioni che preferisce, non ho notizie di Compagnie che applichino limitazioni o rifiutino di assumere il rischio di una persona sana che conviva con un portatore di epatite c.

In ogni caso, prima di stipulare un contratto, è meglio chiedere chiarimenti al proprio Assicuratore.


Esistono assicurazioni, in questo caso private, che possono garantire un trapianto d’organo in uno stato estero?


Quasi tutte le assicurazioni malattia di un certo livello garantiscono il trapianto di organi e generalmente questo tipo di assicurazioni è valida in tutto il mondo quindi la risposta è sì se il contratto è già in essere.

Se invece la domanda è se ci sono delle Compagnie disposte ad assumere il rischio di una persona che già ha dei fondati motivi per ritenere di dover fare un trapianto, vale lo stesso ragionamento della domanda sulla copertura dei casi gravi, in teoria si può fare tutto, in pratica è molto difficile.


Nel caso sia stata stipulata una polizza assicurativa in un epoca precedente alla scoperta della malattia, l’assicurato  ha l’obbligo legale di informare la Compagnia Assicuratrice? La compagnia Assicuratrice potrebbe recedere o comunque modificare le condizioni della mia polizza?


Dipende dalle condizioni di polizza. Bisognerebbe analizzare ogni singolo caso perché  esistono polizze senza tacito rinnovo per cui le condizioni vanno discusse ogni anno,  esistono polizze a vita intera che non prevedono la disdetta da parte della Compagnia anche nel caso di insorgenza di malattie e altre che invece coprono il primo sinistro  riservandosi  la facoltà di recedere dalla polizza.

Generalmente se l’assicurato si ammala dopo almeno 6 mesi dalla stipula del contratto la copertura di polizza è valida. Tuttavia ci sono Compagnie che prevedono tale comunicazione come obbligatoria ed è quindi sempre meglio parlare con il proprio Assicuratore, per lui siete clienti e oggi i clienti sono preziosi,  sarà lui a consigliare le azioni migliori dopo aver valutato la situazione. Ai sensi degli Articoli 1892, 1893 e 1894 del Codice Civile la Compagnia può ridurre proporzionalmente il risarcimento o addirittura negarlo se le dichiarazioni dell’Assicurato sono state rese con dolo, colpa grave, inesatte e reticenti.


Nella stipula di un Assicurazione sugli Infortuni, viene comunque tenuto conto dello stato di salute del soggetto o questo riguarda esclusivamente la stipula di una Polizza Vita?


Nelle polizze infortuni che prevedono risarcimenti per cause “esterne, future e violente”,  normalmente ogni Compagnia prevede delle categorie di “Persone non assicurabili”;  ne riporto un esempio per comprendere meglio:


“Premesso che la Società considera non assicurabili le persone affette da alcoolismo, tossicodipendenza, AIDS, Sieropositività HIV, sindromi organiche cerebrali, schizofrenia, forme maniaco-depressive o stati paranoidi, la Società stessa presta l’assicurazione su dichiarazione dell’Assicurato di non essere affetto da tali affezioni o malattie”.


Anche se queste affezioni o malattie sono contratte dall’Assicurato dopo la stipula del contratto, automaticamente l’assicurazione non è più valida perché una persona non è più in grado di ragionare normalmente o, fortemente debilitata nel fisico, ha più facilità di farsi male rispetto a una persona sana.

In questo caso non viene menzionata l’epatite nelle sue varie forme, quindi una persona con queste affezioni può tranquillamente stipulare una polizza infortuni; ci potrebbero però essere Compagnie che prevedono l’epatite come un caso di persona non assicurabile.


Come al solito, anche a costo di essere noioso, vi consiglio di rivolgervi ad un operatore del settore che saprà consigliarvi al meglio.

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