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Termina fondo ad hoc, a rischio battaglia contro l'Epatite C Esperti, continuare a investire per trovare 200mila casi sommersi ROMA

(ANSA) - ROMA, 07 MAG - Termina quest'anno il fondo dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per i farmaci innovativi, che ha permesso di fare passi da gigante per il trattamento dell'epatite C.

E questo rischia di bloccare a metà strada il percorso virtuoso che vede oggi l'Italia tra i 12 Paesi al mondo incamminati verso il traguardo dell'eliminazione del virus entro il 2030.

È l'allarme che arriva dagli esperti riuniti oggi ad un convegno presso l'Istituto Superiore di Sanità (Iss).

Finora circa 180.350 malati sono stati trattati con i nuovi antivirali diretti (Daas) e questo ci porta tra i Paesi più vicini all'obiettivo di eliminazione indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Ma "se non si lavora per l'emersione dei casi non diagnosticati è a rischio l'ultimo miglio del percorso da fare", denuncia Massimo Galli, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit).

Circa una persona su cento nel nostro Paese presenta infezione da virus dell'epatite C, soprattutto tra gli over 65enni, i detenuti, gli omosessuali e i tossicodipendenti. In molti casi l'infezione è asintomatica, ma nel tempo, se non trattata, può evolvere in cirrosi epatica, tumore al fegato e altre complicanze.

"Siamo molto avanti nella battaglia per l'eradicazione del virus rispetto ad altri Paesi europei - spiega Salvatore Petta, segretario nazionale Associazione Italiana Studio Fegato (Aisf) - ma ancora a metà dell'opera: i traguardi previsti potremo raggiungerli a patto di iniziare una campagna nazionale di screening sulle popolazioni a rischio per far emergere i circa 200mila casi di epatite C sommersi". Sarà necessario poi, prosegue l'esperto, "riuscire a metterli in contatto con i Centri di Trattamento che prescrivono le terapie. Ma servono finanziamenti per fare tutto questo".

Termina quest'anno, infatti, il fondo ad hoc di 500 milioni di euro l'anno per tre anni (1,5 miliardi per il 2017-18 e 19) grazie al quale la maggior parte dei pazienti già diagnosticati è stata trattata.

"È a rischio l'ultimo miglio del percorso da fare. Quello che è mancato finora - precisa Galli (Simit) - è un investimento da parte del Governo su campagne di educazione e per l'emersione del sommerso. In alcuni paesi infatti lo screening è sistematico e gratuito, ad esempio in tutti i ricoverati o in tutte le categorie a rischio".

"Serve un input politico a livello nazionale - conclude Ivan Gardini, presidente EpaC Onlus - per tracciare, insieme alle regioni, percorsi con fondi dedicati per screening e trattamenti, così da evitare che ogni regione proceda per conto proprio". (ANSA).


Fonte: Ansa Salute

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