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Rischio di linfoma non-Hodgkin e di macroglobulinemia di Waldenstrom nei pazienti con infezione da HCV

- L’infezione da virus dell’epatite C (HCV) causa tumore epatico e cirrosi, e può aumentare il rischio di altri tumori, particolarmente i tumori ematologici ed il tumore della tiroide.

Uno studio ha valutato l’ipotesi che l’infezione da virus dell’epatite C (HCV) fosse associato ad un aumentato rischio di tumore.

Lo studio di coorte, retrospettivo, ha coinvolto 146.394 pazienti con infezione da HCV, afferenti ai Centri degli US Veterans Affairs nel periodo 1997-2004.

Il gruppo controllo era composto da 572.293 pazienti non infettati dal virus dell’epatite C. L’età media dei pazienti era di 52 anni, e per il 97% erano di sesso maschile.

Il rischio di linfoma non-Hodgkin, della macroglobulinemia di Waldenstrom e della crioglobulinemia è risultato aumentato nei pazienti con infezione da virus HCV ( hazard ratio aggiustato, HR: 1.28, 2.76 e 3.98, rispettivamente ).

Non è stato riscontrato nessun aumento significativo del rischio per altri tumori ematologici.

Sebbene il rischio di tiroidite fosse leggermente aumentato, non è stato osservato alcun rischio di carcinoma tiroideo. I dati dello studio hanno mostrato che l’infezione da virus dell’epatite C conferisce un aumento del 20-30% del rischio di linfoma non-Hodgkin, ed un rischio 3 volte maggiore della macroglobulinemia di Waldenstrom, un linfoma a basso grado.

E’ stato riscontrato anche un aumentato rischio di crioglobulinemia.

Questi risultati forniscono elementi a sostegno del ruolo eziologico del virus dell’epatite C nel causare la linfoproliferazione e nel causare il linfoma non-Hodgkin. ( Xagena )

Fonte: JAMA 2007 

Rischio di linfoma non-Hodgkin e di macroglobulinemia di Waldenstrom nei pazienti con infezione da HCV

- L’infezione da virus dell’epatite C (HCV) causa tumore epatico e cirrosi, e può aumentare il rischio di altri tumori, particolarmente i tumori ematologici ed il tumore della tiroide.

Uno studio ha valutato l’ipotesi che l’infezione da virus dell’epatite C (HCV) fosse associato ad un aumentato rischio di tumore.

Lo studio di coorte, retrospettivo, ha coinvolto 146.394 pazienti con infezione da HCV, afferenti ai Centri degli US Veterans Affairs nel periodo 1997-2004.

Il gruppo controllo era composto da 572.293 pazienti non infettati dal virus dell’epatite C. L’età media dei pazienti era di 52 anni, e per il 97% erano di sesso maschile.

Il rischio di linfoma non-Hodgkin, della macroglobulinemia di Waldenstrom e della crioglobulinemia è risultato aumentato nei pazienti con infezione da virus HCV ( hazard ratio aggiustato, HR: 1.28, 2.76 e 3.98, rispettivamente ).

Non è stato riscontrato nessun aumento significativo del rischio per altri tumori ematologici.

Sebbene il rischio di tiroidite fosse leggermente aumentato, non è stato osservato alcun rischio di carcinoma tiroideo. I dati dello studio hanno mostrato che l’infezione da virus dell’epatite C conferisce un aumento del 20-30% del rischio di linfoma non-Hodgkin, ed un rischio 3 volte maggiore della macroglobulinemia di Waldenstrom, un linfoma a basso grado.

E’ stato riscontrato anche un aumentato rischio di crioglobulinemia.

Questi risultati forniscono elementi a sostegno del ruolo eziologico del virus dell’epatite C nel causare la linfoproliferazione e nel causare il linfoma non-Hodgkin. ( Xagena )

Fonte: JAMA 2007 

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