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L'iniziativa I medici: «Il 10% delle epatiti acute causate da piercing, tatuaggi, manicure e pedicure»

Mali al fegato, prevenzione in piazza sabato e domenica Sant'Anna e Valduce promuovono esami gratuiti sotto il Broletto

Sabato e domenica dalle 9.30 alle 19 si aprirà a Como il primo week-end di prevenzione per le malattie del fegato. Nell'area sotto il Broletto, in piazza Duomo, verrà allestita una postazione medica con personale dell'ospedale Sant'Anna e del Valduce in grado di eseguire sul posto esami e fornire informazioni ai cittadini attraverso la distribuzione di opuscoli o brevi colloqui con i medici specialisti.

L'obiettivo è quello di informare e fare prevenzione su malattie che, nella stragrande maggioranza dei casi, non manifestano sintomi se non quando sono già entrate nella fase acuta. Causando danni irreparabili all'organismo. Per questo la prevenzione è fondamentale e non a caso lo slogan scelto per pubblicizzare la campagna è «Sapere per guarire».

È l'iniziativa promossa dai due ospedali cittadini, con il patrocinio di Comune e Asl, che hanno messo a disposizione otto medici e cinque infermieri per il primo monitoraggio: chi vorrà potrà fare sul posto l'esame delle transaminasi - un semplice esame del sangue – per sapere se i valori sono nella norma o meno. Si potrà anche incontrare un medico specialista per avere chiarimenti e, in caso di problemi, verrà redatta una lettera da consegnare al proprio medico di famiglia con l'elenco degli accertamenti consigliati per andare a fondo (al S. Anna si effettuato tra le 2.500 e le 3mila visite l'anno).

È un progetto curato dai primari di Gastroenterologia del Sant'Anna, Giorgio Bellati (primario anche di Epatologia) e del Valduce, Giorgio Minoli. «I controlli dei valori delle transaminasi – ha detto Bellati – sono fondamentali, sono il primo campanello di allarme». Se sono sballati, infatti, sono il primo segnale che qualcosa nel nostro fegato non funziona, con la possibilità di aver contratto il virus dell'epatite B o C, o soffrire di altre malattie del fegato. Disturbi dovuti spesso anche ad abuso di droga e, nella maggioranza dei casi, di alcol, che provoca in seguito la cirrosi.

Nessun allarmismo, ma dando uno sguardo alle cifre fornite durante la presentazione dell'evento c'è da preoccuparsi: l'Italia è infatti al primo posto in Europa per numero di persone affette da malattie croniche al fegato. Un milione quello infetti da epatite B, un milione e 800mila dalla C. Trentamila i morti all'anno per cirrosi epatica o tumore al fegato. Con previsioni poco rassicuranti: entro il 2019 le cirrosi causate da epatite C aumenteranno dal 16 al 30%, i tumori al fegato dell'80%, la necessità di un trapianto dell'organo del 110%. Per questo è stato lo stesso assessore ai servizi sociali del Comune, Paolo Mascetti, a definire un «obbligo» l'intervento del Comune per la prevenzione. C'è la malattia ma ci sono anche i rimedi: in primo luogo i vaccini, poi farmaci. Gli esperti lanciano poi un ultimo avvertimento per prevenire le malattie al fegato: attenzione ai trattamenti estetici. «Il 10% delle epatiti acute – ha detto Bellati - sono da imputare a piercing, tatuaggi, manicure e pedicure».

Claudio Bustaffa

www.laprovinciadicomo.it

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