Portale Epatite e malattie del fegato
Sito Epatite B
Sito Steatosi
Sito Cirrosi
Sito Tumori
Sito Trapianti
Nuovi Farmaci
Malattie autoimmuni

In Toscana si scrive il futuro dei trapianti con le nanotecnologie

Scoperta dall'Università di Pisa una nuova strategia per minimizzare il danno ossidativo a cui vanno incontro gli organi dopo il prelievo

Per la prima volta una ricerca interamente toscana ha sviluppato una nuova strategia per minimizzare il danno ossidativo a cui vanno incontro gli organi dopo il prelievo, creando i presupposti per una sostanziale rivoluzione sul futuro dei trapianti d’organo.

È stata realizzata un’innovativa procedura di conservazione di un fegato umano, che gli consente di restare perfettamente vitale a 37°C fuori dal corpo e, contemporaneamente, di sottoporlo a un trattamento antiossidante con nano particelle, al fine di mantenerlo in ottime condizioni fisiologiche più a lungo di quanto accada con le attuali procedure.

Questa sapiente combinazione di perfusione d’organo ex-situ e nanotecnologie apre nuovi scenari in quanto con l’aiuto delle nano particelle – particelle di natura organica o inorganica delle dimensioni dell’ordine di un miliardesimo di metro utili per la somministrazione di farmaci o materiale genetico, nelle cellule bersaglio - si potrà aumentare il numero e la qualità degli organi disponibili per i trapianti.

Questo studio innovativo, ancora in fase pre-clinica, si colloca nell’ambito del progetto “Liver Transplant Hub”, finanziato dalla Regione Toscana attraverso l’Ott-Organizzazione toscana trapianti (diretta dal dottor Adriano Peris), finalizzato a studiare le potenzialità della perfusione normotermica del fegato.

L’innovativa procedura è stata realizzata da un’equipe composta dai chirurghi dottori Davide Ghinolfi, Erion Rreka, Daniele Pezzati e Fabio Melandro dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup (diretta dal professor Paolo De Simone), dalle dottoresse Serena Del Turco e Giuseppina Basta dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr-Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, dal professor Gianni Ciofani e dal dottor Christos Tapeinos dello Smart Bio-Interfaces Lab dell’Iit-Istituto italiano di tecnologia a Pontedera e dalla dottoressa Valentina Cappello del Center for Nanotechnology Innovation di Iit a Pisa.

Fonte: intoscana.it

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!

Quando invii il modulo, controlla la tua casella di posta elettronica per confermare l’iscrizione