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Eseguito a Roma il primo trapianto italiano di fegato dopo metastasi da cancro al seno

L’intervento pilota terminato con successo al San Camillo: si tratta di uno dei pochissimi casi al mondo

ROMA. «È stato effettuato per la prima volta in Italia, all'ospedale San Camillo di Roma, un intervento di trapianto di fegato su paziente con metastasi epatiche derivate da carcinoma mammario. Per noi questo ha una forte valenza simbolica, perché il caso della signora potrebbe aprire la strada ad interventi su altri casi simili». A darne l'annuncio è stato oggi in conferenza stampa Fabrizio d'Alba, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini. L'eccezionale intervento pilota, uno dei pochi casi al mondo, è stato spiegato, è stato eseguito dall'equipe diretta da Giuseppe Maria Ettorre, responsabile Polo Interaziendale Trapianti. La donna, spiega il professore, «aveva avuto a 30 anni un tumore al seno e dopo 10 anni delle metastasi epatiche, che sono state trattate con successo attraverso chemioterapia e radioembolizzazione. Questi trattamenti, che hanno risolto il problema delle metastasi, le hanno però fatto sviluppare una grave insufficienza epatica, o cirrosi».

L'intervento, aggiunge il professor Ettorre, «apre la strada a una nuova possibilità per donne affette da questa patologia». Pochissimi interventi simili di trapianto di fegato dopo metastasi derivate da altri tipi di tumore (come quello al colon retto) erano già stati effettuati in Italia in pazienti strettamente selezionati all'interno di specifici protocolli, ma ancora nessuno con metastasi derivate da tumore al seno.

La paziente, operata poco più di due settimane fa, è in buone condizioni e ha partecipato alla conferenza stampa di oggi. «Averla qui presente con noi e con il sorriso, dopo averla vista sul letto di ospedale sofferente, ci riempie di gioia», ha detto Ettorre. Quindi il ringraziamento «a tutti quanti, e sono tanti, hanno partecipato personalmente a questa esperienza: personale medico, anestesisti, i colleghi del Policlinico Umberto Primo che hanno seguito la paziente per il problema oncologico e quelli della radiologia interventistica del San Camillo, che la ha trattata con radioembolizzazione per le metastasi al fegato».

Fonte: lastampa.it

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