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Epatiti: i pazienti si preparano al cambiamento

Sono in arrivo nuovi farmaci per il trattamenti dell’infezione epatica. E per l’occasione, EpaC Onlus ha organizzato un convegno per illustrare ai malati le novità prossime venture

«Si sta aprendo una nuova era per il trattamento dei malati di epatite C e cirrosi epatica, poiché sono in arrivo nuovi e potenti farmaci che aumenteranno le possibilità di guarigione di molti pazienti in attesa di cure efficaci. Tuttavia, per molteplici motivi, questi nuovi farmaci non potranno essere assunti da tutti i pazienti con epatite C e la loro prescrizione sarà oggetto di un’accurata selezione. La complessità delle indicazioni e combinazioni terapeutiche future è tale da rendere necessaria una informazione chiara e trasparente al maggior numero di pazienti e familiari. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare il nostro V convegno ai nuovi farmaci e alle terapie del futuro».

Così Ivan Gardini, presidente di Associazione Onlus EpaC, ha illustrato le ragioni del V Convegno Nazionale dell’associazione che con 500 presenze tra pazienti, cittadini, medici, istituzioni e media «è l’evento più grande mai fatto in Europa (e forse nel mondo) dedicato ai pazienti che soffrono di epatite».

Sono stati gli inibitori della proteasi i principali protagonisti del convegno: i loro benefici ma anche i rischi, come le resistenze e gli effetti collaterali. Per questa ragione la scelta accurata del paziente da trattare verificando prima di tutto che i nuovi farmaci siano realmente indispensabili è d’obbligo. Ma nell’incontro ampio spazio è stato dedicato anche ad altri farmaci come l’associazione interferone + ribavirina, fino ad arrivare al possibile ruolo prognostico di geni come IL28B.

L’incontro, insomma, ha voluto mettere a disposizione dei pazienti tutte gli strumenti per affrontare con consapevolezza la malattia. Perché «il sapere e la conoscenza acquisita aiuterà molti pazienti a prendere decisioni importanti per la loro vita», ha concluso Gardini.

Nel mondo vivono 350 milioni di persone con una forma cronica di epatite. L’epatite C non è prevenibile, non esiste un vaccino e cronicizza nell’80% dei casi. Inoltre, non esistono progressi sulla prevenzione delle epatiti soprattutto nei paesi in via di sviluppo ed esiste la necessità di ridurre la mortalità del cancro del fegato, causato nel 78% dei casi da virus dell’epatite B e C

Fonte: Focussalute.it

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