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nessuno
gentile dottore, ho 43 anni e l'epatite c col genotipo più aggressivo da circa una ventina. grazie a dio non ho mai avuto finora nessun tipo di problema, infatti mi sono accorta di essere malata solo per caso. i miei controlli si sono limitati agli esami del sangue 1-2 volte l'anno vista la loro costante normalità, quindi la mia domanda è: siccome ho una paura spropositata della biopsia (non tanto dell'esame in sè, quanto del suo esito), è proprio necessaria la sua esecuzione? l'epatite cronica come la mia evolve sempre e comunque in cirrosi o tumore al fegato o si conoscono casi di persone che senza curarsi sono riuscite a convivere con la malattia per più di trenta anni? la ringrazio anticipatamente per il tempo che potrà dedicarmi e la saluto cordialmente.
Dott.ssaV.VeroMedico Specialista in Medicina Interna Ospedali Riuniti Bergamo

in una paziente come lei con una storia lunga di malattia la biopsia andrebbe eseguita anche per una valutazione dello stadio di malattia ( difficilmente rilevabile altriementi in maniera così accurata)anche in vista di un eventuale trattamento antivirale vista soprattutto la sua giovane età.
non è in ogni caso obbligatoria, se questa è la sua domanda.
la storia naturale della malattia evolve prevede l'evoluzione in una percentuale compresa tra il 20 e il 35% dei casi in cirrosi nell'arco di 15-30 anni, ciò non significa comunque necessariamente malattia scompensata e tumore epatico.
continui ad esaguire i suoi controlli semestrali e si faccia seguire da un buon epatologo.
cordiali saluti

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