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Tumore colon retto, in Lombardia estesa popolazione sottoposta a screening. Aigo: mancano gastroenterologi

13/07/2017
Serve un potenziamento delle unità di gastroenterologia e dei loro organici. Lo sottolinea l'Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (Aigo) commentando l'estensione dello screening del tumore del colon retto sino ai 74 anni di età decisa dalla Lombardia. «Una buona notizia» secondo Aigo «che però porterà all'incremento del 25% delle colonscopie eseguite per screening» e perciò «non sostenibile» alle condizioni organizzative attuali. Secondo dati Istat, in Lombardia le persone nella fascia di età tra i 70 e i 74 anni sono 475.093 e quindi, dal momento che lo screening si effettua una volta ogni due anni e che l'adesione al programma nel 2014 è stata del 49%, si può valutare che circa 232.800 persone in più effettueranno l'esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci. I dati statistici sui programmi di screening per il tumore del colon retto elaborati dalla Regione rilevano che il 4,6% delle persone sottoposte al test richiede esami di approfondimento. Pertanto l'estensione della fascia di età per gli screening sino ai 74 anni può portare un aggravio di oltre 10.700 prestazioni nella sola Lombardia. «Può il sistema sanitario regionale reggere un simile carico? E se sì con quali ricadute sulla qualità della cura, soprattutto in termini di accresciuti tempi di attesa?» si domanda Sergio Segato, presidente della sezione Lombardia di Aigo.

«Abbiamo segnalato come Federazione Italiana Società Scientifiche Malattie dell'Apparato Digerente (Fismad) Lombardia il problema al Governo regionale, che in un recente incontro si è impegnato a verificare se il numero di gastroenterologi presente nel servizio sanitario regionale sia sufficiente. Ci auguriamo che queste verifiche, che confermeranno la nostra valutazione, siano eseguite al più presto e che portino all'attuazione di specifiche contromisure, altrimenti rischiamo di assistere alla saturazione delle liste di attesa con tempi di attesa molto lunghi in un periodo critico anche per l'attuazione della riforma sanitaria.

La Regione si è anche impegnata a farsi portavoce a livello nazionale della necessità di aumentare il numero di posti nelle scuole di specializzazione di gastroenterologia, in modo da formare più gastroenterologi e così potenziare l'assistenza alle malattie dell'apparato digerente in Lombardia» conclude Segato.

Fonte: doctor33.it

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